La riscoperta dell'insediamento medievale abbandonato di Torre di Cisterna (Melfi) attraverso la tecnologia LIDAR (Laser Imaging Detection and Ranging).

 

​Torre di Cisterna è un importante e documentato sito fortificato di probabile fondazione normanna, trasformata in una "domus solaciis deputate" all’epoca di Federico II.  Si trova in Basilicata, a Nord di Melfi, su una collina lambita dalla via Appia, coperta da un fitto bosco che copre resti murari frammentari e poco leggibili a terra. La tecnologia LiDAR è ad oggi l’unica tecnica di telerilevamento adatta ad individuare e rilevare la presenza di strutture murarie ed evidenze di​​ interesse archeologico in contesti simili: il laser scanner infatti attraversa la vegetazione e consente di ottenere accurati modelli digitali del terreno anche in aree densamente vegetate. Le nuvole di punti vengono acquisite tramite un sistema che si compone di un laser scanner che emette un impulso ad alta frequenza, un GPS per il posizionamento del punto e dalle stazioni GPS a terra, poste sui vertici della rete geodedica. In questo studio l'utilizzo della tecnologia LIDAR ha consentito al gruppo di ricerca dell’IBAM CNR di Potenza, diretto da Nicola Masini e Fabrizio Gizzi, con il contributo dell’ Archeoclub Melfi, di riscoprire il sito di Torre di Cisterna e di restituire una precisa mappatura delle maggiori evidenze archeologiche, frutto della accurata combinazione di tecniche di visualizzazione, di estrazione automatica e di verifica in loco. In questa ricerca ci sta anche un pezzo dell’Istituto dei Castelli rappresentato dallo stesso Nicola Masini, Presidente della sezione Basilicata dell'Istituto Italiano dei Castelli, e da Marilisa Biscione, socio addetto stampa e convegni.




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