Castello di Ninfa
(a cura di Laura Pennacchia)



  • Denominazione Castello di Ninfa
  • Regione Lazio
  • Provincia Latina
  • Comune Cisterna di Latina
  • Località Doganella di Ninfa
  • Epoca ed eventuale evoluzione XIII-XIV secolo
  • Conservazione Discreta
  • Proprietà Fondazione Roffredo Caetani
  • Vincoli D.lgs. 42/2004 (ex L.1089/39 e L.1497/39)
  • Uso attuale Fruizione turistica

Apertura al pubblico

Il Giardino di Ninfa è visitabile esclusivamente in alcuni giorni dell’anno, solo con visita guidata e su prenotazione. Il castello è osservabile dall’esterno al termine della visita, oppure all’interno acquistando un biglietto supplementare per l’accesso all’hortus conclusus. http://www.fondazionecaetani.org/visita_ninfa.php


Come si raggiunge

Indirizzo: via Provinciale Ninfina, 68, Cisterna di Latina.

In auto: Strada Regionale Pontina (SR148), oppure autostrada A1 (da Roma uscita Valmontone, da Napoli uscita Frosinone).

In treno: stazione di Latina e taxi dalla stazione a Ninfa.

Ulteriori indicazioni: http://www.fondazionecaetani.org/mappa_ninfa.php





Informazioni utili

Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Prenotazioni online: http://www.giardinodininfa.eu/events/

Prenotazioni gruppi:

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Prenotazioni scuole: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.




La Storia

La città di Ninfa è nota oggi per il pregiato giardino all’inglese che è stato realizzato tra i ruderi dei suoi edifici medievali a cura degli ultimi eredi della famiglia Caetani, proprietari dell’area, a partire dalla fine del XIX secolo.

Nell’alto medioevo la città, situata in una zona ricca di risorse idriche favorevoli per lo sviluppo dell’agricoltura e l’alimentazione di mulini, costituisce un ricco centro agricolo del Patrimonio di San Pietro in posizione strategica lungo la via di collegamento tra Roma e il meridione, per cui tra l’XI e il XIV secolo è oggetto di contesa tra le famiglie baronali in lotta per il controllo del territorio intorno a Roma.

La prima fase di fortificazione della città risale all’XI secolo, quando, sotto il dominio dei conti di Tuscolo, vengono realizzate le mura di cinta. Nel secolo successivo la città è sotto il controllo del papato e viene concessa in feudo ai Frangipane, con i quali attraversa un periodo di ricchezza, seguito nel 1171 da un saccheggio da parte di Federico Barbarossa. Con papa Innocenzo III la città viene affidata in vicariato alla famiglia Conti e la giurisdizione è esercitata da un giudice comunale e uno papale. Alla metà del XIII secolo il controllo su Ninfa e sulla vicina Sermoneta è nelle mani del potente cardinale Riccardo Annibaldi della Molara, Rettore delle Province di Campagna e Marittima. Nel 1293 il procuratore del Comune assegna a Pietro Colonna il dominio sulla città, ma poco dopo, con l’ascesa al soglio pontificio di Bonifacio VIII, il nipote del papa Pietro II Caetani acquista tutti i beni nel territorio di Ninfa e si fa prestare giuramento di fedeltà dai cittadini, ponendo fine all’amministrazione comunale della città.

Nel 1380 Onorato I Caetani conte di Fondi, in contrasto con il ramo dei Caetani Palatini, espugna e saccheggia il castello e due anni dopo guida la definitiva distruzione di Ninfa. In seguito all’abbandono della città da parte degli abitanti, nel XV secolo i mulini rimangono in funzione e la torre è utilizzata come prigione da Onorato III Caetani, che risiede a Sermoneta. Intorno al 1580 il cardinale Niccolò III Caetani incarica Francesco Capriani da Volterra di realizzare un giardino, l’hortus conclusus, di fronte all’ala residenziale del castello.

Nonostante alcuni tentativi di ripopolamento da parte dei Caetani, a causa delle condizioni malsane dell’area paludosa, nei secoli successivi nella città risiedono solo un castellano e gli operai che lavorano ai mulini.


L’architettura

Il castello di Ninfa sorge all’estremità settentrionale della città, in prossimità del lago, e prospetta sulla piazza principale con la sua fronte più rappresentativa.

Non sono reperibili notizie documentarie sulla costruzione del nucleo primitivo del castello, che era costituito da un recinto quadrangolare con torri salienti agli angoli ruotate di 45° in pianta e una torre mastio a pianta quadrata al centro del cortile. Il coronamento del recinto e delle torri angolari presentava un’alternanza di merli a coda di rondine e feritoie a sommità aperta, probabilmente con ventiere lignee tra i merli.

La torre mastio, a pianta quadrata di circa 9 metri per lato, è alta 32 metri e presenta un restringimento a circa metà della sua altezza dovuto a motivazioni strutturali. Sorge su un basamento in pietra calcarea e presenta un primo livello completamente chiuso ad eccezione di due piccole finestre in alto. L’ingresso alla torre, costituito da una piccola porta ad arco, avveniva infatti dal secondo livello, attraverso una scala lignea rimovibile in caso di pericolo. All’interno era divisa in cinque livelli principali: l’ambiente al piano terreno, al quale si accedeva attraverso una botola nel pavimento del piano superiore, è coperto con una volta a crociera; i successivi tre livelli erano raggiungibili con scale, solai e ballatoi lignei; il quarto e il quinto presentano volte a crociera.

La prima configurazione del castello, costituita dal recinto e dai primi tre livelli della torre mastio, si fa risalire alla metà del XIII secolo, mentre a Pietro II Caetani (1298-1308) si attribuisce la realizzazione dell’ultimo livello della torre. Durante il XIV secolo i successori di Pietro realizzano alcune sale residenziali all’interno del cortile, soprelevando il recinto merlato con pareti arricchite da bifore trilobate archiacute. L’ultima fase di utilizzo del castello corrisponde al periodo di dominio di Onorato III Caetani (1424-1477), che completa la soprelevazione della fronte verso l’abitato realizzando un nuovo camminamento di ronda che collega la sommità delle torri angolari.

L’aspetto attuale del castello è dovuto agli interventi di restauro stilistico condotti da Gelasio Caetani tra il 1905 e il 1924, che si è occupato principalmente della ricostruzione dei merli delle torri angolari, della sommità della torre mastio e del tratto nord-orientale del recinto.



Bibliografia essenziale

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G. Caetani (a cura di), Regesta chartarum. Regesto delle pergamene dell'Archivio Caetani, Perugia 1922

G. Caetani, Domus Caietana. Storia documentata della famiglia Caetani, San Casciano Val di Pesa 1927-1933

L. Hadermann-Misguich, Images de Ninfa. Peintures médiévales dans une ville ruinée du Latium, Quaderni della Fondazione Camillo Caetani, VII, Roma 1986

G. Marchetti Longhi, Ninfa nella regione pontina, in Palladio XIV, 1964, 1-3, pp. 3-27

Ninfa. Una città, un giardino, a cura di L. Fiorani, Atti del Colloquio della Fondazione Camillo Caetani, Roma - Sermoneta - Ninfa, 7 - 9 ottobre 1988, Fondazione Camillo Caetani, Roma 1990

A. Saggi, Ninfa: nella storia, nel folklore, nella leggenda, Roma 1980

G. Silvestrelli, Città, castelli e terre della regione romana, Roma 1970

L. Spiccia, Ninfa, Una storia millenaria, Latina 2006

G. Tomassetti, La campagna romana antica, medioevale e moderna, Firenze 1979, vol. 2, pp. 459-475




Link utili

http://www.fondazionecaetani.org/giardini.php
http://www.fondazionecaetani.org/visita_ninfa.php
http://www.giardinodininfa.eu/
http://www.medioevo.roma.it/html/architettura/fuoriRoma/mfr-ninfa.htm