Cagliari
  • Epoca: XI-XVIII secolo
  • Conservazione: Buona
  • Apertura al pubblico: il parco intorno al castello è aperto tutti i giorni, dalla mattina alla sera. L’ingresso è libero. Il castello è aperto al pubblico dal martedì alla domenica secondo i seguenti orari: dalle ore 10 alle 13; il pomeriggio dalle ore 17 alle 20. L’ingresso alla struttura è libero. Per le mostre l’ingresso è a pagamento.
  • Come arrivare: si può raggiungere con gli autobus numero 20 e 21 (fermate di via Serbariu e di via Cornalias), si procede poi a piedi per la salita.

La storia e l’architettura
Il castello, situato in cima al colle omonimo, a quota di 120 metri sul livello del mare, sorge nel sito dove in epoca bizantina fu costruita la chiesa di San Michele; oggi è situato alla periferia nord della città di Cagliari e guarda la piana del Campidano.
L’edificio ha forma quadrangolare con tre torri angolari raccordate da cortine murarie. È circondato da un fossato scavato nella roccia. Nel lato orientale si ergono due possenti torri quadrate con scarpe a bugnato e sottili feritoie a difesa della porta di ingresso che era munita di saracinesca.
Le sue origini sono molto antiche: probabilmente il suo primo impianto risale al periodo giudicale ed ebbe funzione di difesa del centro di Santa Igia, dove risiedeva il giudice.
Nel 1089 fu donato dal giudice Torchitorio I ai monaci di San Vittore di Marsiglia che controllavano, oltre a numerose chiese e conventi nel giudicato di Cagliari, il commercio del sale.
Nei decenni successivi con ogni probabilità i monaci vi svilupparono un centro monastico.
I recenti lavori di restauro hanno posto in luce nella cortina muraria del lato occidentale due porte affiancate, con arco a tutto sesto, che hanno fatto pensare ai resti di una chiesa, probabilmente divisa in due navate, risalente a questo periodo.
Caduto il giudicato nel 1258, Cagliari e il suo territorio furono amministrate direttamente da Pisa e il complesso fu smantellato per cui il sito sembrò destinato a cadere nell’oblio.
In seguito, conclusa la prima fase della conquista aragonese, nel 1324, quel che rimaneva del castello fu incluso nel feudo concesso dall’infante Alfonso d’Aragona ai Carroz.
Il feudo comprendeva i villaggi di Selargius, Palma, Geremeas, Siurru, Sestu, Settimo, Palma, Sinnuri, Separassiu, Villanova, San Basilio e il territorio ove sorgevano i resti dell’antico complesso di San Michele.
Nel 1325 il principe Alfonso d’Aragona concesse al cognato Berengario I Carroz anche i villaggi di Uta Susu e Uta Jossu ( Uta Superiore e Uta Inferiore), a condizione che ricostruisse un castello ben munito sul colle di San Michele.
Berengario I, negli anni successivi, fece costruire ex novo, a sue spese, il castello, e inglobò entro le possenti cortine che oggi ammiriamo, i resti dell’antico complesso monastico.
Col tempo ne fece la sede della propria residenza.
La fortezza, divenuta rifugio di malfattori che trovavano la sua protezione, costituì a lungo la base di partenza di scorrerie che spesso faceva compiere nei territori confinanti con il suo feudo. La cosa suscitò le proteste dei Consiglieri della città di Cagliari che chiesero al re di intervenire.
Quando nel 1336 Berengario morì sembrò che l’edificio potesse passare all’arcivescovo di Cagliari, ma la potenza della famiglia scongiurò il pericolo.
Il castello continuò perciò ad essere la dimora dei Carròz.
Era elegantemente ammobiliato e arredato, ospitava un centinaio di persone fra armigeri e servitori, e Berengario II, figlio del primo Berengario, continuò a utilizzarlo tranquillamente.
Scoppiate le guerre tra Aragona e Arborea, a partire dal 1353, l’edificio assunse un’importanza strategica fondamentale per la difesa della città dagli attacchi delle truppe del giudice d’Arborea.
Così Berengario II, che ne fu uno dei più valorosi difensori, con l’aiuto del re, fu in grado di provvedere a rafforzarne le strutture e, nel 1369, durante la seconda guerra, proprio a San Michele riuscì a respingere un attacco delle truppe arborensi.
Come è noto, Berengario II, che dal 1363 ebbe il titolo di conte di Quirra, lasciò erede sua figlia, la contessa Violante I, alla quale nel 1383 fu riconosciuta la facoltà di succedere al padre.
Così il castello rimase in possesso dei Bertran Carroz, discendenti da Violante e continuò a svolgere la sua funzione militare fino al termine delle guerre arborensi nel 1409.
Nella prima metà del secolo XV i Bertran Carroz continuarono ad usarlo come residenza. All’epoca era una delle abitazioni aristocratiche più fastose di tutta la Sardegna, ma nel 1469 fu danneggiato da un incendio nel quale lo stesso conte Giacomo Bertan Carroz riportò gravi ustioni.
In seguito l’edificio cominciò a decadere.
Dopo la morte, nel 1511, della contessa Violante II, la discendenza dei Bertran Carroz si estinse e il castello di San Michele passò in eredità ai Centelles. Con loro cessò di essere dimora signorile e fu ceduto al demanio.
Nel corso dei secoli successivi l’amministrazione reale lo trascurò e lo utilizzò per far fronte a varie necessità; così, durante la guerra dei Trent’anni, quando, nel 1637, i Francesi minacciarono la Sardegna, fu dotato di alcuni pezzi di artiglieria.
Alcuni anni dopo, durante la peste del 1652 fu usato come lazzaretto e luogo di quarantena.
La sorte di san Michele non cambiò dopo il 1720, quando la Sardegna passò ai Savoia.
Nel 1773 fu utilizzato come ospedale per militari invalidi, nel 1793 fu attrezzato per la difesa contro la minaccia di sbarco dei Francesi, nel 1820 fu sede di militari invalidi.
Nel 1861 Cagliari cessò di essere una piazzaforte e il castello perse ogni interesse militare. Nel 1868 fu acquistato dal marchese Edmondo Roberti di Castelvero che impiantò una pineta lungo le falde del colle. In seguito passò al demanio militare e, dopo un periodo di abbandono, è stato restaurato, tra il 1988 ed il 1995, grazie all’intervento dell’Assessorato Regionale alla Pubblica Istruzione, della Soprintendenza ai Beni Ambientale e Artistici e della Soprintendenza Archeologica.
All’interno, nel vasto cortile, è stata realizzata una struttura d’acciaio e policarbonato per allestirvi delle mostre.

Informazioni utili
  • Per avere informazioni sul complesso e mostre organizzate all’interno del castello è possibile telefonare al numero: 070 500656
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