Verrès (Aosta)
  • Epoca: secolo XIV
  • Conservazione: Ottima
  • Apertura al pubblico: Sì. Attenzione: il castello è chiuso per lavori. Riapertura prevista per il 6 aprile 2007
  • Come arrivare:
    Giunti alla cittadina di Verrès si può raggiungere il castello a piedi, percorrendo una mulattiera appena rimessa in sesto che parte da piazza Emile Chanoux, oppure percorrendo in auto una strada asfaltata che parte da piazza Europa e giunge ad un piazzale ai piedi del castello.

La storia
Il castello di Verrès, eretto in posizione dominante su un promontorio roccioso a strapiombo sul torrente Evançon, all’imbocco della Val d’Ayas, fu edificato a partire dal 1360 per volere di Ibleto di Challant, rappresentate di una delle più nobili casate valdostane, nonché governatore e capitano generale del Piemonte a partire dal 1372, quando i duchi di Savoia gliene affidarono la giurisdizione feudale. Alcuni documenti attestano la presenza sul sito dove venne costruito il castello di una precedente fortificazione militare risalente al 1287 di proprietà dei signori di De Verretio.
Una volta terminata la costruzione, attestabile al 1390, come ricorda un’iscrizione scolpita su un architrave di una porta del primo piano, Ibleto utilizzò il castello non solo come potente baluardo militare, ma anche come residenza privata.
Nel XVI secolo, per volere di Renato di Challant, vennero aggiunte le mura esterne munite di bastioni adatti al posizionamento delle artiglierie. Renato di Challant, grande signore rinascimentale, fece aggiungere anche alcune finestre che ne ingentilirono la struttura severa e marziale
Non avendo figli maschi, Renato lasciò il castello in eredità alle figlie femmine, trasgredendo così all’uso del ducato di lasciare le eredità feudali esclusivamente ai figli maschi. Per tale motivo il castello fu requisito dai duchi di Savoia e adibito a sede di una guarnigione. Nel 1660 fu smantellato l’apparato difensivo e il castello venne abbandonato e lasciata andare in rovina. Nel 1894 fu acquistato dallo Stato, restaurato e dichiarato monumento nazionale.

L’architettura
Il castello ha la forma imponente di un poderoso monoblocco cubico in pietra i cui lati misurano 30 metri ciascuno. L’intera struttura è coronata da fitti beccatelli tra i quali si aprono caditoie per la difesa piombante. I beccatelli sostengono la merlatura a coda di rondine, in seguito coperta da un ampio tetto. Le pareti hanno uno spessore di circa 2,5 metri. Su tutti i lati del castello si aprono bifore riccamente e variamente ornate che ingentiliscono l’aspetto severo del castello.
L’edificio è strutturato intorno ad un cortile quadrato dove si trova uno scalone monumentale in pietra ad archi rampanti, accesso ai piani superiori.
Al piano terreno si trovano due grandi saloni simmetrici che occupano i lati est de ovest del castello, a sud si trovano le cucine. Il salone posto sul lato est è coperto da una volta a botte e in passato fu presumibilmente usato quale magazzino per l’artiglieria. Il salone occidentale, invece, la sala d’Armi, voltato a sesto acuto, ospita due camini monumentali. Il primo piano era completamente riservato al signore e alla sua corte. Oltre alle camere, di notevole interesse è la grande sala da pranzo, collegata alla cucina padronale da un passavivande. La cucina padronale ospita l’unica copertura originale ancora presente nel castello: una volta in pietra a vele multiple ricostruita ai tempi di Renato di Challant. Questo ambiente è dotato di tre grandi camini, uno dei qual9, in particolare, quello posto sul lato nord, di dimensioni monumentali e riccamente decorato. Al secondo piano (non visitabile) vi sono gli appartamenti di servizio, collegati grazie ad una scala in legno al piano delle caditoie.
L’essenzialità dell'edificio, la regolarità della pianta e le scarse decorazioni, rappresentate unicamente da alcuni particolari in pietra verde e bianca, sottolineano il carattere prettamente militare dell’edificio, d’altro canto non va dimenticato che la famiglia Challant era proprietaria di una dimora molto più confortevole di questa: il castello di Issogne.
Nel 1536 Renato di Challant affidò ad un esperto architetto militare spagnolo, Pietro de Valle, la costruzione di una cinta muraria, resasi necessaria per difendere il castello dall’uso delle nuove armi da fuoco. La cinta muraria venne munita di cannoniere e di torrette poligonali da offesa, mentre l’ingresso fu reso più sicuro grazie a un’antiporta con ponte levatoio. Inoltre nel castello vennero aperte, in aggiunta a quelle già esistenti di tipo gotico, nuove finestre a crociera e alcune porte in stile moresco, di chiaro influsso spagnolo.

Bibliografia
  • AA VV, Atti del corso di cultura castellana, Istituto Italiano dei castelli, Sezione Piemonte, Torino, 1995
  • E.D. Bona, P. Costa Calcagno, Castelli della Valle d’Aosta, Görlich-Istituto Geografico De Agostani, Novara, 1979
  • M. Minola, B. Ronco, Valle d’Aosta: castelli e fortificazioni, Macchione, Varese, 2002
Informazioni utili su alberghi, ristoranti, servizi
  • tel. Castello: 0125929067
Siti consigliati
Il Carnevale di Verrès
Verrès è famosa in tutta la Valle d’Aosta per il suo fastoso carnevale.
In seguito alla morte di Francesco di Challant, figlio di Ibleto, si scatenarono lunghe liti per questioni ereditarie. Francesco, infatti, era morto nel 1442 senza eredi maschi e le figlie, Caterina e Margherita cercarono di mantenere il titolo comitale a lungo e con fatica, il quale però venne assegnato nel 1456 a Giacomo di Challant-Aymavilles. Nel corso di questa piccola guerra dinastica, Catenina di Challant si rifugiò proprio nel castello di Verrès, che divenne la sua roccaforte. La tradizione narra che il giorno della festa della SS Trinità del 1449 Caterina scese sulla piazza del paese con il marito Pierre d’Introd e per guadagnarsi la simpatia della popolazione intrecciò danze con i giovani del paese. Questo episodio viene rievocato tutti gli anni nel corso del Carnevale di Verrès, quando il castello apre le sue porte ai festeggiamenti.


Alcune foto sono tratte dai siti regione.vda.it e courmayeur-mont-blanc.com