Ferrara

  • Epoca: XIV-XVI secolo
  • Conservazione: Ottima
  • Apertura al pubblico:
  • Come arrivare:
    Il castello si trova al centro della città, in piazza Castello 1.

La storia
La costruzione del grande castello, detto di San Michele dal giorno in cui presero ufficialmente il via i lavori, risale all’anno 1358, quando Nicolò II d’Este, sentendosi minacciato da una rivolta dei cittadini, esasperati da una nuova carestia e dalle restrizioni del governo, ne commissionò la costruzione all’architetto di corte, Bartolino da Novara.
La nuova costruzione sorse a ridosso della preesistente Torre dei Leoni, che venne inglobata nel nuovo edificio. Durante il regno di Ercole I (1471-1505), figlio di Nicolò II, il castello subì numerosi interventi soprattutto a livello decorativo, sia nelle parti interne che in quelle esterne. Nello stesso periodo vennero svolti importanti lavori di ampliamento lungo la direttrice che dalla vecchia struttura arrivava ai locali vicino alla Torre dei Leoni. Non solo, ad Ercole I va attribuito anche l’ampliamento delle mura cittadine, la famosa Addizione Erculea, che cambiò totalmente l’assetto urbano e collocò il castello al centro della città.
Nuovi ed importanti interventi si ebbero a partire dal 1534, quando Ercole II, succeduto al padre Alfonso I, li commissionò all’architetto e pittore Girolamo da Carpi, che trasformò definitivamente il castello in una vera e propria dimora principesca.
Nel 1570 un violento terremoto colpì la città e danneggiò il castello, che fu fatto restaurare da Alfonso II. Nel corso dei restauri fu commissionato anche un importante ciclo decorativo nell’Appartamento detto Dello Specchio.
Quando nel 1597 Alfonso II morì senza eredi, gli Este furono costretti ad abbandonare il castello e a trasferirsi nel vicino ducato di Modena. Il castello passò allora sotto il controllo dello Stato della Chiesa e divenne sede dei Cardinali Legati e da quel momento ebbe inizio la dispersione delle opere d’arte e degli arredi in esso contenuti.
Nei secolo XVII e XVIII non vi furono importanti interventi che ne modificarono l’aspetto.
Nel 1796 il castello fu occupato senza subire particolari cambiamenti dai Francesi di Napoleone e di seguito, nel 1813, dagli Austriaci vittoriosi. A partire dal XIX secolo, e fino all’annessione di Ferrara al Regno d’Italia, lavorarono al castello numerosi pittori che lo decorarono secondo gli stilemi del gusto ottocentesco. Il castello passò quindi al Demanio del Regno d’Italia e nel 1874, in seguito ad un’asta pubblica, alla Deputazione Provinciale, che lo destinò per quasi tutto il XX secolo a edificio di rappresentanza e sede di istituzioni statali ed enti locali.

L’architettura
La nuova costruzione commissionata da Nicolò II a Bartolino da Novara sorse presso le mura della città a ridosso di una vecchia torre di avvistamento duecentesca situata accanto alla Porta dei Leoni, in posizione leggermente avanzata. Questa costruzione, che si presentava in origine come una massiccia torre quadrata in mattoni, era stata oggetto di trasformazioni già nel corso della prima metà del XIV secolo, quando era stata trasformata, grazie ad un incamiciamento murario che dalla base saliva fino al primo piano costituendo attorno a tutta la costruzione un anello di spalti dove potevano venir collocate le artiglierie, in Rocca. Batolino da Novara, dunque, progettò la nuova costruzione partendo dalla Rocca dei Leoni unendola a tre nuove torri quadrate disposte a quadrilatero e collegate tra loro da corpi di fabbrica più bassi. Il risultato fu un grande edificio quadrato con imponenti torri quadrate ai lati e coronato da merli su beccatelli. Ogni lato del castello fu dotato di un accesso, ciascuno dei quali racchiuso in un robusto avancorpo alto come i corpi di fabbrica e collegato alla cinta muraria e all’esterno tramite un ponte levatoio e un rivellino, mentre la Torre dei Leoni mantenne una posizione emergente rispetto alla complessità della struttura.
Il castello fu dotato di bifore molto piccole, mentre nei piani bassi furono aperte feritoie molto strette.
A partire dalla seconda metà del XV secolo il castello conobbe una fase di modifiche in armonia con le esigenze abitative della corte estense che dal 1479, sotto il ducato di Ercole I, si trasferì definitivamente in castello. I nuovi interventi contribuirono gradualmente a trasformare il castello in prestigiosa residenza principesca, sede di una delle corti più raffinate e colte dell’Italia rinascimentale. In questo periodo venne demolita la porta dei Leoni e le mura ad esse collegate.
Un violento incendio scoppiato nel 1554 distrusse quasi tutto il coronamento dell’edificio. L’architetto che ne curò il restauro, Girolamo da Carpi, non ritenne necessario ricostruire le merlature, ma alzò di un piano i copri di fabbrica. Nel 1570 l’architetto Alberto Schiatti completò le quattro torri munendole di quattro edicolette, che ne segnarono l’aspetto originale e definitivo, sospeso tra Medioevo e Rinascimento. Un fossato conservatosi fino ai nostri giorni colmo d’acqua circonda tutta la costruzione.
Dagli anni ’80, grazie alla Provincia che ne è tuttora proprietaria, il castello è stato oggetto di un sapiente piano di recupero e valorizzazione.

Bibliografia
  • G. Righini, Il castello di Ferrara, Banca di Credito Agrario, 1971
  • M. Borrella, Il castello estense di Ferrara, Electa, 1993
  • F. Conti, Castelli d’Italia, De Agostini, 1998
Informazioni utili su alberghi, ristoranti, servizi
  • I.A.T. , Castello Estense, Tel. 0532209370-299303, Fax. 0532212266, e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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