Le novità dell’Istituto
In Evidenza
Loc. cerimonia targa S. Severina (1)
L’Istituto Italiano dei Castelli, controllata l’autenticità dell’opera, la correttezza dell’intervento, l’ottima manutenzione, la consona destinazione e la possibilità di visita, così come previsto dall’art. 2 del relativo Regolamento, concede la Targa di Riconoscimento al Castello di Santa Severina in provincia di Crotone per i seguenti motivi:
– ottimo il restauro strutturale, architettonico, artistico;
– buona la destinazione di fruizione;
– ottima la manutenzione e consentita l’accessibilità.
ATTIVITA’ DELLE SEZIONI Ottobre 2026
Sezione Calabria 10 Ottobre-Crotone
Ore 12 -Cerimonia Consegna della targa al Castello di S. Severina
Ore 15 -presentazione volume atti convegno 2024
Sezione Campania 6 e 24 Ottobre -Napoli
Martedì 6 Ottobre Inaugurazione anno sociale
Sabato 24 ottobre visita a di S. Giuseppe dei Nudi
Sezione Friuli Venezia Giulia 20 Ottobre-Udine Evento commemorativo dei 50 anni dal terremoto del Friuli
Sezione Lombardia 10 ottobre –Ostiano (CR) Le Forme della Storia
Sezione Marche 4 e 24 Ottobre
4 Ottobre –Giornata di studio ad Ancona 24 Ottobre –
Giornata di studio a Carpegna ( PU)
Sezione Sicilia 24 e 25 Ottobre
24 –25 Ottobre Week end di studio Favara , Canicattì, Racalmuto
Sezione Umbria 28 Ottobre -Perugia Conferenza
Sezione Veneto -Mestre Dal 24 Ottobre 2026 al 6 gennaio 2027
L’Istituto Italiano dei Castelli onlus (IIC), nell’ambito delle iniziative promosse per incoraggiare le nuove generazioni allo studio del patrimonio fortificato italiano nonché alla sua valorizzazione, presenta il
XXIX PREMIO TESI DI LAUREA SULL’ARCHITETTURA FORTIFICATA
Sono ammessi al concorso le laureate e i laureati che abbiano discusso la tesi negli anni 2024-2026 (entro il 31 luglio). Le interessate e gli interessati a partecipare devono far pervenire alla Segreteria dell’IIC, esclusivamente per via postale e su supporto digitale, entro e non oltre il 14 agosto 2026 (PROROGA)
XXIX_Edizione_Locandina_NEW
Il bando si rivolge a coloro che abbiano concluso i propri studi discutendo una tesi di laurea magistrale (o quinquennale) su temi castellani riferiti al territorio italiano, nell’ambito di programmi di ricerca nelle discipline architettoniche, archeologiche, storiche, artistiche, filologiche, giuridiche ed economiche, comunque orientati allo studio, alla conoscenza e alla valorizzazione di un complesso fortificato (torre, castello, forte o borgo murato).
SCOPRI I PROGRAMMI DETTAGLIATI DI TUTTE LE SEZIONI Newsletter n 4 – Maggio 2026
30 siti castellani aperti in tutta Italia
Sabato 16 e domenica 17 maggio 2026 si terrà la XXVII edizione delle Giornate Nazionali dei Castelli,
Anche l’edizione di quest’anno si fregia del prestigioso patrocinio del Ministero della Cultura, un riconoscimento che attesta l’alto valore scientifico e divulgativo della manifestazione. L’obiettivo è offrire al grande pubblico, agli studiosi e ai turisti la possibilità di accedere a siti fortificati spesso non inseriti nei circuiti tradizionali, promuovendo la conoscenza di un’eredità architettonica che ha plasmato l’identità del nostro Paese. Un itinerario esclusivo tra restauro, archeologia e vita contemporanea. Le 18 sedi regionali dell’Istituto hanno curato un programma capillare, con ben 30 siti visitabili, che unisce il rigore scientifico all’accessibilità, articolato tra visite guidate gratuite, trekking culturali e seminari di studio
Nel Nord Italia straordinaria la proposta della Lombardia, articolata su ben cinque poli: a Milano un itinerario lungo i resti delle cinquecentesche Mura Spagnole; a Palazzolo sull’Oglio (BS) un seminario sulla tutela delle cinte murarie e la visita alla possente Rocca; a Cremona una due-giorni di studi a Palazzo Affaitati sui restauri del cremonese; a Mantova il focus sui rari castelli a motta con la visita al borgo di Redondesco; infine, varcando eccezionalmente il confine di stato, la visita a Castelmur a Promontogno (Svizzera) curata dalla delegazione di Sondrio. In Veneto, a Verona, si esplorerà il Vorwerk St. Procolo (1840-1841), capolavoro di ingegneria militare asburgica oggi al centro di un ambizioso recupero. Il Piemonte aprirà la torre duecentesca di Rocca Ciglié (CN), maestoso belvedere sulle Langhe. In Liguria, riflettori puntati sul finalese medievale con il Borgo di Finale Ligure (SV). In Emilia Romagna, il Castello di Formigine (MO) racconterà la sua evoluzione da presidio militare trecentesco a dimora rinascimentale dei Pio. In Trentino Alto Adige, un doppio appuntamento artistico svelerà i preziosi affreschi di Castel Rodengo e gli intarsi di Castel Velturno. In Friuli Venezia Giulia, passeggiata alla scoperta dei tre torrioni superstiti di Sacile (PN), rafforzati dalla Repubblica Veneta nel XV secolo.
Nel Centro Italia il focus sarà sugli antichi presidi e gioielli rinascimentali. Nel Lazio, i visitatori potranno accedere eccezionalmente al Forte Aurelia (1877-1881), cruciale anello difensivo del “Campo trincerato di Roma”, oggi affidato alla Guardia di Finanza. Nelle Marche, il focus accademico e storico si sposterà a Cagli (PU), tra il trecentesco Palazzo Berardi Mochi-Zamperoli e la Chiesa di San Domenico. L’Umbria impreziosirà l’itinerario con l’apertura del maestoso Castello di Pieve del Vescovo a Corciano (PG). In Abruzzo sarà visitabile la Fortezza di Civitella del Tronto (TE)
Nel Sud e nelle isole sarà possibile comprendere le grandi stratificazioni del Mediterraneo. La Campania dedicherà un intero mese di appuntamenti ai castelli, con un ricco calendario che schiuderà, per l’evento centrale, i cancelli del Castello Pignatelli della Leonessa a San Martino Valle Caudina (AV), trasformato nei secoli in un palatium gentilizi. A seguire visita guidata gratuita al castello di Circello (BN), itinerario guidato alle torri medievali di Baia e Latina (CE), Castello Giusso di Vico Equense – Convegno “Borghi fortificati: da presidi difensivi a destinazioni turistiche”, Nola (NA), passeggiata per il centro storico alla ricerca delle antiche mura cinquecentesche, Agropoli (SA) – convegno dedicato ai Bizantini nel Salernitano ed al kastron di Agropoli e visite guidate gratuite al Castello ed infine Caggiano (SA) – visite guidate gratuite al castello ed alle mura difensive del borgo. In Calabria, il Castello Ducale di Corigliano-Rossano (CS) si mostrerà in tutta la sua imponenza, dall’originario nucleo normanno ai saloni ottocenteschi. In Basilicata, i ruderi suggestivi del Castello Carafa a Colobraro (MT) illustreranno le complesse dinamiche dell’incastellamento lucano. In Puglia, spiccherà il profilo del Castello di Manfredonia (FG), voluto da Re Manfredi nel 1256 e oggi sede del Museo Archeologico Nazionale del Gargano. In Molise, il Castello di Monteroduni (IS) aprirà le sue porte. In Sicilia un fine settimana diffuso tra castelli e panorami mozzafiato della provincia di Palermo: il Castello di Cefalà Diana (XIV sec.) che con la sua torre domina l’omonimo borgo medievale e le vicine terme arabo-normanne; il bellissimo Castello di Caccamo , ancorato alla roccia del Monte San Calogero e teatro di antiche congiure; la superstite Torre Roccella (XII – XIV sec.) di Campofelice di Roccella, sul mare ed infine la visita alla Real Casina di Caccia di Ferdinando III di Borbone, nella Riserva Naturale Bosco della Ficuzza.; in Sardegna, il borgo fortificato e il Forte Santa Teresa a Carloforte (SU), edificati nel Settecento per proteggere la neonata colonia genovese di Tabarca.
Giornate Nazionali dei Castelli 2026
16/17 Maggio 2026
XXVII EDIZIONE a cura dell’Istituto Italiano dei Castelli
RISORSE
Castelli d’Italia
Il castello di Verrès fu edificato nel XIV secolo in posizione dominante su un promontorio roccioso a strapiombo sul torrente Evançon, all’imbocco della Val d’Ayas.
Fu costruito a partire dal 1360 per volere di Ibleto di Challant, rappresentate di una delle più nobili casate valdostane, nonché governatore e capitano generale del Piemonte a partire dal 1372, quando i duchi di Savoia gliene affidarono la giurisdizione feudale. Alcuni documenti attestano la presenza sul sito dove venne costruito il castello di una precedente fortificazione militare risalente al 1287, di proprietà dei signori di De Verretio.
Una volta terminata la costruzione, attestabile al 1390 come ricorda un’iscrizione scolpita su un architrave di una porta del primo piano, Ibleto utilizzò il castello non solo come potente baluardo militare, ma anche come residenza privata.
Nel XVI secolo, per volere di Renato di Challant, vennero aggiunte le mura esterne munite di bastioni adatti al posizionamento delle artiglierie.
Renato di Challant, grande signore rinascimentale, fece aggiungere anche alcune finestre che ne ingentilirono la struttura severa e marziale.
Non avendo figli maschi, Renato lasciò il castello in eredità alle figlie femmine, trasgredendo così all’uso del ducato di lasciare le eredità feudali esclusivamente ai figli maschi. Per tale motivo il castello fu requisito dai duchi di Savoia e adibito a sede di una guarnigione. Nel 1660 fu smantellato l’apparato difensivo e il castello venne abbandonato e lasciato andare in rovina.
Nel 1894 fu acquistato dallo Stato, restaurato e dichiarato monumento nazionale.
Il castello di Drena sorge su un’altura che domina e sovrasta con la sua mole imponente il piccolo abitato di Drena nella Valle di Cavedine. Ai piedi del castello si stende il suggestivo deserto delle Marocche, esito di un particolare fenomeno glaciale che ha portato alla formazione di una distesa di macigni di 187 milioni di metri cubi. La sua particolare posizione strategica, che lo rese un importante mezzo di controllo della via di collegamento fra Trento e il lago di Garda, lo fece oggetto di contese nel corso di tutto il periodo Medievale.
Le prime tracce di insediamento sul territorio risalgono all’età preistorica, tanto che si è ipotizzato che alle origini del castello vi fosse un castelliere preistorico che evolvette in fortezza medievale. A conferma di queste ipotesi, nel 1984, in occasione dei lavori di ampliamento della Provinciale, sono state rinvenute tracce di un abitato che risalirebbe all’età del Bronzo.
Fra i primi proprietari di cui la storia è a conoscenza, va ricordata la famiglia dei Sejano, il cui nome compare in un atto del 1175 che documenta il passaggio di proprietà del castello alla famiglia degli Arco, principale responsabile dello sviluppo della fortezza. Agli inizi del XVIII secolo, durante la guerra di successione spagnola, fu preso e incendiato dalle truppe franco-ispaniche al comando del generale Vendome. Da quel momento il castello conobbe un lungo periodo di decadenza, fino ai giorni nostri, quando il castello è stato oggetto di una grandiosa opera di restauro curata dalla Provincia Autonoma di Trento.
La città di Ninfa è nota oggi per il pregiato giardino all’inglese che è stato realizzato tra i ruderi dei suoi edifici medievali a cura degli ultimi eredi della famiglia Caetani, proprietari dell’area, a partire dalla fine del XIX secolo.
Nell’alto medioevo la città, situata in una zona ricca di risorse idriche favorevoli per lo sviluppo dell’agricoltura e l’alimentazione di mulini, costituisce un ricco centro agricolo del Patrimonio di San Pietro in posizione strategica lungo la via di collegamento tra Roma e il meridione, per cui tra l’XI e il XIV secolo è oggetto di contesa tra le famiglie baronali in lotta per il controllo del territorio intorno a Roma.
La prima fase di fortificazione della città risale all’XI secolo, quando, sotto il dominio dei conti di Tuscolo, vengono realizzate le mura di cinta. Nel secolo successivo la città è sotto il controllo del papato e viene concessa in feudo ai Frangipane, con i quali attraversa un periodo di ricchezza, seguito nel 1171 da un saccheggio da parte di Federico Barbarossa. Con papa Innocenzo III la città viene affidata in vicariato alla famiglia Conti e la giurisdizione è esercitata da un giudice comunale e uno papale. Alla metà del XIII secolo il controllo su Ninfa e sulla vicina Sermoneta è nelle mani del potente cardinale Riccardo Annibaldi della Molara, Rettore delle Province di Campagna e Marittima. Nel 1293 il procuratore del Comune assegna a Pietro Colonna il dominio sulla città, ma poco dopo, con l’ascesa al soglio pontificio di Bonifacio VIII, il nipote del papa Pietro II Caetani acquista tutti i beni nel territorio di Ninfa e si fa prestare giuramento di fedeltà dai cittadini, ponendo fine all’amministrazione comunale della città.
Nel 1380 Onorato I Caetani conte di Fondi, in contrasto con il ramo dei Caetani Palatini, espugna e saccheggia il castello e due anni dopo guida la definitiva distruzione di Ninfa. In seguito all’abbandono della città da parte degli abitanti, nel XV secolo i mulini rimangono in funzione e la torre è utilizzata come prigione da Onorato III Caetani, che risiede a Sermoneta. Intorno al 1580 il cardinale Niccolò III Caetani incarica Francesco Capriani da Volterra di realizzare un giardino, l’hortus conclusus, di fronte all’ala residenziale del castello.
Nonostante alcuni tentativi di ripopolamento da parte dei Caetani, a causa delle condizioni malsane dell’area paludosa, nei secoli successivi nella città risiedono solo un castellano e gli operai che lavorano ai mulini.
Le sezioni regionali dell’Istituto
L’Istituto si articola in Sezioni. Esse, autonome nelle attività nel loro ambito, promuovono conferenze, seminari, visite di studio, attività di ricerca ed altre iniziative di promozione culturale del patrimonio castellano delle rispettive regioni di appartenenza
Nomenclatura Castellana
Un viaggio attraverso le parole che raccontano le parti di un castello,
dall’avamposto sino alle vedette
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Loc. cerimonia targa S. Severina (1)
L’Istituto Italiano dei Castelli, controllata l’autenticità dell’opera, la correttezza dell’intervento, l’ottima manutenzione, la consona destinazione e la possibilità di visita, così come previsto dall’art. 2 del relativo Regolamento, concede la Targa di Riconoscimento al Castello di Santa Severina in provincia di Crotone per i seguenti motivi:
– ottimo il restauro strutturale, architettonico, artistico;
– buona la destinazione di fruizione;
– ottima la manutenzione e consentita l’accessibilità.
ATTIVITA’ DELLE SEZIONI Ottobre 2026
Sezione Calabria 10 Ottobre-Crotone
Ore 12 -Cerimonia Consegna della targa al Castello di S. Severina
Ore 15 -presentazione volume atti convegno 2024
Sezione Campania 6 e 24 Ottobre -Napoli
Martedì 6 Ottobre Inaugurazione anno sociale
Sabato 24 ottobre visita a di S. Giuseppe dei Nudi
Sezione Friuli Venezia Giulia 20 Ottobre-Udine Evento commemorativo dei 50 anni dal terremoto del Friuli
Sezione Lombardia 10 ottobre –Ostiano (CR) Le Forme della Storia
Sezione Marche 4 e 24 Ottobre
4 Ottobre –Giornata di studio ad Ancona 24 Ottobre –
Giornata di studio a Carpegna ( PU)
Sezione Sicilia 24 e 25 Ottobre
24 –25 Ottobre Week end di studio Favara , Canicattì, Racalmuto
Sezione Umbria 28 Ottobre -Perugia Conferenza
Sezione Veneto -Mestre Dal 24 Ottobre 2026 al 6 gennaio 2027
Sezioni Lombardia –Trentino Alto Adige-Südtirol presentano un evento congiunto
“RICUCIRE I CONFINI”
Rocca d’Anfo
Castello San Giovanni
PROGRAMMA
DOMENICA 13 SETTEMBRE
9:30 – 17:30
Giornata dedicata alle due fortezze
situate al confine tra Trento e Brescia
9:30 – 10:15 | Arrivo alla Rocca d’Anfo e registrazione partecipanti
10:15 – 10:30
arch. Giorgia Gentilini | Presentazione iniziativa Istituto Italiano dei Castelli ETS
Saluti Comunità Montana Valle Sabbia
10:30 – 11:30
arch. Giusi Villari | “Far molta resistenza per l’asprezza del luoco. Rocca d’Anfo e la
difesa di confine”
11:30 – 13:00 | Visita “zona Veneziana” Rocca d’Anfo o in alternativa visita al Museo
(Escursione di circa 2km – tratti sentiero, sterrato e circa 200 gradini – con scarpe trekking)
13:00 – 14:30 | Pranzo libero e spostamento in autonomia da Anfo a Baitoni
14:30 – 15:00 | Servizio navetta dal parcheggio Porto Camarelle di Baitoni al Castello
(Possibilità di raggiungere il Castello in autonomia da Loc. Saltone – 1km/30min a piedi)
15:00 – 15:15 | Saluti Comune di Bondone e presentazione iniziativa “Palazzi aperti”
15:15 – 16:15
dott.ssa Serena Bugna | “Nuove prospettive sul castello di Bondone, una roccaforte ai
confini dell’Impero”
16:15 – 17:00 | Visita Castello San Giovanni e aperitivo
17:00 – 17:30 | Navetta di rientro dal Castello al parcheggio di Baitoni
POSTI LIMITATI | Prenotazione entro 03/09 a trentinoaltoadige@istitutoitalianocastelli.it
Per gli Architetti PPC sono riconosciuti n.4 crediti formativi professionali
Premio di Laurea
sull’Architettura Fortificata
Istituito dall’Istituto Italiano Castelli negli anni ’90, il Premio di Laurea sull’Architettura Fortificata giunge nell’anno 2026 alla XXIX edizione
A BREVE LA MODULISTICA PER L’EDIZIONE 2026
Rassegna Stampa