Le novità dell’Istituto
In Evidenza
Si è svolta sabato, 11 aprile 2026, la consueta cena di gala in occasione dell’ Assemblea annuale dei soci dell’Istituto Italiano dei Castelli, la location scelta per l’evento è stata la splendida cornice della Loggia della Casa dei Cavalieri di Rodi a Roma.
Il Consiglio direttivo dell’Istituto ha accolto i numerosi partecipanti intervenuti per l’occasione, godendo di un panorama di straordinaria bellezza.
La Presidente Nazionale Michaela Stagno d’Alcontres ha tenuto un breve discorso, ringraziando tutti gli astanti della loro presenza, descrivendo i risultati raggiunti dall’Istituto e gli obbiettivi ancora da realizzare.
Qualche ore prima, nel pomeriggio, si è riunito il Consiglio Scientifico condotto dal Presidente Enrico Lusso, nella sala riservata all’Istituto presso Castel Sant’Angelo, un castello che era insieme fortezza, palazzo e simbolo di potere.
Domenica 12 aprile 2026 si è tenuto presso Palazzo Tittoni, sede dell’Istituto, il Consiglio direttivo e a seguire l’Assemblea annuale dei soci.
Un Sentito ringraziamento a coloro che hanno reso possibile gli eventi; in particolare al Sovrano Militare Ordine di Malta, alla Presidente Michaela Stagno d’Alcontres, alla Vicepresidente Antonella Susanna, alla Consigliera Francesca Fatica, al Presidente della sezione Lazio Luigi Catemario di Quadri e a tutti gli intervenuti.
Ricordiamo che chiunque si può iscrivere e sostenere l’Istituto, architetti, archeologi, storici o anche solo appassionati di architetture militari, per info contattare le segreterie di sezione al sito www.istitutoitalianocastelli.it
Comunicato Stampa – Giornate Nazionali dei Castelli 2026
30 siti castellani aperti in tutta Italia
Sabato 16 e domenica 17 maggio 2026 si terrà la XXVII edizione delle Giornate Nazionali dei Castelli,
Anche l’edizione di quest’anno si fregia del prestigioso patrocinio del Ministero della Cultura, un riconoscimento che attesta l’alto valore scientifico e divulgativo della manifestazione. L’obiettivo è offrire al grande pubblico, agli studiosi e ai turisti la possibilità di accedere a siti fortificati spesso non inseriti nei circuiti tradizionali, promuovendo la conoscenza di un’eredità architettonica che ha plasmato l’identità del nostro Paese. Un itinerario esclusivo tra restauro, archeologia e vita contemporanea. Le 19 sedi regionali dell’Istituto hanno curato un programma capillare, con ben 30 siti visitabili, che unisce il rigore scientifico all’accessibilità, articolato tra visite guidate gratuite, trekking culturali e seminari di studio
Nel Nord Italia straordinaria la proposta della Lombardia, articolata su ben cinque poli: a Milano un itinerario lungo i resti delle cinquecentesche Mura Spagnole; a Palazzolo sull’Oglio (BS) un seminario sulla tutela delle cinte murarie e la visita alla possente Rocca; a Cremona una due-giorni di studi a Palazzo Affaitati sui restauri del cremonese; a Mantova il focus sui rari castelli a motta con la visita al borgo di Redondesco; infine, varcando eccezionalmente il confine di stato, la visita a Castelmur a Promontogno (Svizzera) curata dalla delegazione di Sondrio. In Veneto, a Verona, si esplorerà il Vorwerk St. Procolo (1840-1841), capolavoro di ingegneria militare asburgica oggi al centro di un ambizioso recupero. Il Piemonte aprirà la torre duecentesca di Rocca Ciglié (CN), maestoso belvedere sulle Langhe. In Liguria, riflettori puntati sul finalese medievale con il Borgo di Finale Ligure (SV). In Emilia Romagna, il Castello di Formigine (MO) racconterà la sua evoluzione da presidio militare trecentesco a dimora rinascimentale dei Pio. In Trentino Alto Adige, un doppio appuntamento artistico svelerà i preziosi affreschi di Castel Rodengo e gli intarsi di Castel Velturno. In Friuli Venezia Giulia, passeggiata alla scoperta dei tre torrioni superstiti di Sacile (PN), rafforzati dalla Repubblica Veneta nel XV secolo.
Nel Centro Italia il focus sarà sugli antichi presidi e gioielli rinascimentali. Nel Lazio, i visitatori potranno accedere eccezionalmente al Forte Aurelia (1877-1881), cruciale anello difensivo del “Campo trincerato di Roma”, oggi affidato alla Guardia di Finanza. In Toscana, arroccata su un poggio panoramico, la Fortezza del Girifalco a Cortona (AR) mostrerà l’ampliamento difensivo mediceo che ha visto il coinvolgimento di Francesco Laparelli e di Gabrio Serbelloni. Nelle Marche, il focus accademico e storico si sposterà a Cagli (PU), tra il trecentesco Palazzo Berardi Mochi-Zamperoli e la Chiesa di San Domenico. L’Umbria impreziosirà l’itinerario con l’apertura del maestoso Castello di Pieve del Vescovo a Corciano (PG). In Abruzzo sarà visitabile la Fortezza di Civitella del Tronto (TE)
Nel Sud e nelle isole sarà possibile comprendere le grandi stratificazioni del Mediterraneo. La Campania dedicherà un intero mese di appuntamenti ai castelli, con un ricco calendario che schiuderà, per l’evento centrale, i cancelli del Castello Pignatelli della Leonessa a San Martino Valle Caudina (AV), trasformato nei secoli in un palatium gentilizi. A seguire visita guidata gratuita al castello di Circello (BN), itinerario guidato alle torri medievali di Baia e Latina (CE), Castello Giusso di Vico Equense – Convegno “Borghi fortificati: da presidi difensivi a destinazioni turistiche”, Nola (NA), passeggiata per il centro storico alla ricerca delle antiche mura cinquecentesche, Agropoli (SA) – convegno dedicato ai Bizantini nel Salernitano ed al kastron di Agropoli e visite guidate gratuite al Castello ed infine Caggiano (SA) – visite guidate gratuite al castello ed alle mura difensive del borgo. In Calabria, il Castello Ducale di Corigliano-Rossano (CS) si mostrerà in tutta la sua imponenza, dall’originario nucleo normanno ai saloni ottocenteschi. In Basilicata, i ruderi suggestivi del Castello Carafa a Colobraro (MT) illustreranno le complesse dinamiche dell’incastellamento lucano. In Puglia, spiccherà il profilo del Castello di Manfredonia (FG), voluto da Re Manfredi nel 1256 e oggi sede del Museo Archeologico Nazionale del Gargano. In Molise, il Castello Pandone di Venafro (IS) incanterà con i suoi singolari affreschi rinascimentali raffiguranti i cavalli da guerra a grandezza naturale. In Sicilia un fine settimana diffuso tra l’immenso Castello di Caccamo (PA), ancorato alla roccia del Monte San Calogero e teatro di antiche congiure, il borgo di Cefalà Diana con le sue terme e la Torre Roccella di Campofelice di Roccella (PA); in Sardegna, il borgo fortificato e il Forte Santa Teresa a Carloforte (SU), edificati nel Settecento per proteggere la neonata colonia genovese di Tabarca.
E’ stato presentato a Pescara, presso la Facoltà di Architettura, il nuovo bando del concorso Nazionale XXIX PREMIO TESI DI LAUREA SULL’ARCHITETTURA FORTIFICATA
XXIX_2026_modulo di partecipazione
L’evento è stato moderato dalla Prof.ssa Clara Verazzo Dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti e Pescara che ha portato i saluti del Direttore del Dipartimento di Architettura, Paolo Fusero.
La Presidente nazionale dell’I.I.C. Michaela Stagno d’Alcontres è intervenuta per ricordare come è nato l’Istituto, la sua missione, i valori .
Sono poi intervenuti la professoressa Lucia Serafini, il Presidente della Sezione Abruzzo I.I.C. Maurizio D’Antonio e da remoto il Presidente del Consiglio Scientifico Enrico Lusso e il presidente della commissione ” Premio tesi di Laurea” prof. Vittorio Foramitti. E’ intervenuta inoltre il Segretario nazionale dell’Istituto , professoressa Marina Fumo che ha ricordato l’appuntamento per la Giornata Nazionale dei Castelli 2026 per sabato 16 e domenica 17 maggio.
Sono state presentate le ricerche premiate, edizione 2025, realizzate dagli studenti dell’area compresa tra Abruzzo, Molise e Lazio; in particolare “Muri parlanti, Dall’analisi al progetto di restauro del castello di Ocre AQ” di Alessandra Controguerra (secondo premio ex aequo) e quello di Francesca Romana Martucci dell’Università degli Studi dell’Aquila che ha parlato del suo lavoro dedicato ad un’ipotesi di riuso del Castello Vecchio di Colleferro che ha ottenuto una segnalazione. Interessantissimo l’ intervento della prof.ssa Alessandra Tosone e del prof. Renato Teofilo Giuseppe Morgante.
Un sentito ringraziamento all’Università “G. D’Annunzio” di Chieti e Pescara che ci ha ospitato, a tutti gli intervenuti e agli organizzatori, in particolare alla prof.ssa Clara Verazzo, al prof. Federico Bulfone Gransinigh e al vicepresidente Lucio Giorgione.
L’Istituto Italiano dei Castelli onlus (IIC), nell’ambito delle iniziative promosse per incoraggiare le nuove generazioni allo studio del patrimonio fortificato italiano nonché alla sua valorizzazione, presenta il
XXIX PREMIO TESI DI LAUREA SULL’ARCHITETTURA FORTIFICATA
Il Concorso Nazionale è realizzato dal Consiglio Scientifico e dal Consiglio Direttivo dell’IIC, con il sostegno delle riviste «Castellum» e «Cronache Castellane».
Il bando si rivolge a coloro che abbiano concluso i propri studi discutendo una tesi di laurea magistrale (o quinquennale) su temi castellani riferiti al territorio italiano, nell’ambito di programmi di ricerca nelle discipline architettoniche, archeologiche, storiche, artistiche, filologiche, giuridiche ed economiche, comunque orientati allo studio, alla conoscenza e alla valorizzazione di un complesso fortificato (torre, castello, forte o borgo murato).
MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE
La Commissione, il cui giudizio è inappellabile, sarà composta da 7 membri e cioè: dal consigliere referente per il Premio, da tre consiglieri scientifici dell’Istituto, da due studiosi di chiara fama e da un docente universitario indicato, per competenza e in forza dell’accordo siglato tra l’Istituto e la CRUI, dall’Ateneo della città in cui si svolgerà la manifestazione di premiazione.
La Commissione dovrà espletare i propri lavori entro il 30 settembre 2026 e assegnerà il premio alle prime tre tesi di laurea ritenute meritevoli.
A titolo di riconoscimento premiale, gli autori delle tesi classificatesi ai primi tre posti avranno diritto alla pubblicazione di un saggio relativo alla ricerca svolta nell’ambito della tesi nel primo numero disponibile di una delle pubblicazioni scientifiche periodiche dell’Istituto riconosciute dall’ANVUR. Inoltre, il primo o la prima classificata verranno ospitati per un fine settimana dal comune di Monteverde (AV), incluso nel circuito dei borghi più belli d’Italia, dove si trova il castello Grimaldi, recentemente restaurato.
Altre forme di riconoscimento e/o segnalazione potranno essere eventualmente assegnate ad altre tesi rispondenti agli scopi e alle finalità dell’IIC.
Le vincitrici e i vincitori del concorso saranno premiati in una manifestazione pubblica entro l’anno 2026, nel corso della quale presenteranno le proprie tesi.
Tutte le tesi presentate e ammesse alla valutazione saranno citate nel sito dell’IIC.
MODARTECIPAZIONE
MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE
Sono ammessi al concorso le laureate e i laureati che abbiano discusso la tesi negli anni 2024-2026 (entro il 30 aprile). Le interessate e gli interessati a partecipare devono far pervenire alla Segreteria dell’IIC, esclusivamente per via postale e su supporto digitale, entro e non oltre il 30 giugno 2026 (data del timbro postale di partenza):
- book in pdf formato A3 contenente le tavole della tesi con risoluzione massima 200 dpi
- copia della tesi in formato pdf con risoluzione massima 200 dpi
- domanda di partecipazione in originale redatta e sottoscritta secondo lo schema allegato al bando di concorso disponibile sul sito internet istitutoitalianocastelli.it
Gli elaborati presentati non verranno restituiti ed entreranno a far parte del patrimonio scientifico dell’IIC, salvaguardando il Diritto d’Autore ai sensi delle normative vigenti inserite nel Codice Civile.
www.istitutoitalianocastelli.it
Segreteria generale:
Segreteria generale
piazzale Rodolfo Morandi, 2
20121 Milano
segreteria@istitutoitalianocastelli.it
ELENCO ATTIVITA DELLE SEZIONI APRILE 2026
NEWSLETTER n.3 Aprile 2026 Attività delle Sezioni
Sezione Lombardia Conferenze Castellane di primavere Mercoledì 8 aprile 2026, ore 17.30 – Giusi Villari Mercoledì 29 aprile 2026, ore 17.30 – Marino Viganò Presso l’Auditorium di Fondazione AEM in Piazza Po 3, Milano
Sezione Umbria Giovedì 9 Aprile – Giotto e S. Francesco una rivelazione nell’Umbria del Trecento Venerdì 17 Aprile- Passaggio in Bettona – Conferenza sul patrimonio della città
Sezione Sardegna Sabato 11 Aprile – Ex Ospedale Militare di Cagliari – Apertura straordinaria e visita guidata Domenica 12 Aprile – I tesori di Arborea –
Visita itinerante Sezione Marche Da Venerdì 17 a Domenica 19 Aprile – Viaggio di studio a Mantova Viaggio ideato e progettato con l’aiuto del dott. Gabriele Barucca già Sopraintendente di Archeologia belle arti e paesaggio per le provincie di Cremona, Lodi e Mantova, che ci seguirà per l’intero tour.
Sezione Lazio Sabato 18 Aprile, ore 21 Serata danzante a Palazzo Tittoni . Via Rasella – Roma Sezione Campania Sabato 18 Aprile – Escursione al Castello di Serracapriola
Sezione Sicilia Venerdì 24 Aprile ore 18,30 Spettacolo itinerante nel Castello del Solacium Contrada Targia – Siracusa
Call Convegno Castello Giusso 15 maggio-1 (1)
VENERDÌ 15 MAGGIO 2026 – Vico Equense, Castello Giusso
Il convegno proposto mira a fare convergere ricerche storiche, progetti ed esperienze di promozione turistica di borghi fortificati italiani con l’intento di condividere visioni e buone pratiche.
Si raccoglieranno e pubblicheranno i contributi degli studiosi interessati al tema, con l’obiettivo di condividere le ricerche e le riflessioni critiche che perverranno, in un volume che sarà distribuito il 15 maggio ai partecipanti all’apertura del convegno.
I contributi dovranno essere inviati sia in formato Word sia in PDF all’indirizzo castellicampania@gmail.com
Convegno Nazionale promosso da ISTITUTO ITALIANO DEI CASTELLI – Sezione CAMPANIA in collaborazione con Centro Universitario per i Beni Culturali e Agenzia Campania Turismo
L’Italia è ricca di un patrimonio di fortificazioni che non è secondo a quello degli edifici di culto: castelli, torri, mura urbane, masserie fortificate sono solo alcune delle testimonianze di una storia secolare di difesa delle popolazioni italiche. Il convegno proposto dalla Sezione Campania dell’Istituto Italiano dei Castelli vuole essere l’opportunità per mettere in luce la miriade di borghi, anche all’interno di città, che punteggiano la nostra penisola e conservano ancora elementi architettonici difensivi i quali, seppur ormai privi della loro originaria funzione, continuano a emanare il loro fascino paesaggistico e sono preziosi documenti della storia dei nostri territori. Ancor prima che dai turisti, i borghi fortificati che costituiscono l’ossatura storica insediativa dell’Italia meritano di essere ri-conosciuti e valorizzati dalle comunità locali, affinché un’azione di consapevolezza collettiva possa divenire motore di sviluppo locale. Il Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali di Ravello e l’Agenzia Campania Turismo affiancano l’Istituto Italiano dei Castelli nella promozione di questo patrimonio culturale dalle tante potenzialità
Michaela Stagno d’Alcontres riconfermata all’unanimità Presidente dell’Istituto Italiano dei Castelli per il triennio 2025-2028,
nel corso del Consiglio direttivo Nazionale svoltosi ad Udine il 19 ottobre 2025.
Nella Cabina di regia anche Marina Fumo, con la nomina a Segretario generale, e tre Vicepresidenti Fiorenzo Meneghelli, Antonella Susanna e Lucio Giorgione. Alla tesoreria Fabrizio del Franco.
Nelle immagini alcuni momenti del Consiglio Direttivo, della cena di gala e della cerimonia di premiazione del Premio di Laurea 2025
Un sentito ringraziamento alla sezione Friuli Venezia Giulia per la splendida organizzazione
UDINE 18/19 ottobre 2025
Giornate Nazionali dei Castelli 2026
16/17 Maggio 2026
XXVII EDIZIONE a cura dell’Istituto Italiano dei Castelli
A BREVE il programma completo
RISORSE
Castelli d’Italia
Le notizie storiche relative alla costruzione di Castel del Monte sono limitate ad un solo documento: la lettera del 29 gennaio 1240, con il quale l’imperatore Federico II di Svevia, figlio di Enrico VI e di Costanza d’Altavilla, ordinava al Giustiziere di Capitanata, Riccardo di Montefuscolo, di raccogliere il materiale necessario per la costruzione del castello, situato presso la chiesa (oggi scomparsa) di Sancta Maria de Monte. Fino alla morte di Federico II non vi sono altri documenti, tant’è che non è neppure storicamente accertato che il castello sia stato completato e che l’Imperatore lo abbia mai visitato.
Dopo il 1268, anno della definitiva sconfitta degli Svevi in Italia, Carlo I d’Angiò vi fece imprigionare i figli di Manfredi, Federico, Enrico ed Enzo, dando inizio all’uso improprio cui il castello fu oggetto per secoli. Escludendo, infatti, il breve periodo comprendente la prima metà del XIV secolo, in cui gli angioini lo utilizzarono come residenza – tra l’altro vi si celebrarono le nozze, nel 1308, tra Beatrice D’Angiò, nipote di Roberto, e Bertrando del Balzo e, nel 1326, tra Umberto de la Tour du Pin e Maria del Balzo – il castello fu ancora prigione durante il regno di Giovanna II e durante la discesa degli Ungheresi nel 1350. Passato agli Aragonesi prima e agli Spagnoli poi, fu venduto nel 1552 ai conti Carafa di Ruvo, che lo utilizzarono prima come “villa”, per poi abbandonarlo, considerato il suo isolamento. In occasione della terribile peste del 1656 fu utilizzato come rifugio da alcune nobili famiglie di Andria, ma dal XVIII secolo rimase pressoché incustodito, divenendo rifugio di pastori e di briganti e “cava” di materiali preziosi: in questo periodo il castello fu, infatti, spogliato dei marmi e dei rivestimenti tant’è che oggi resta solo la struttura muraria (ancorchè splendida) dell’edificio.
Acquistato nel 1876 dallo stato italiano per £ 25.000, “non già come prezzo (chè niuno il fabbricato ne vale) ma come semplice attestato di riconoscenza” alla famiglia che per secoli l’aveva tenuto,esso è stato oggetto di continui studi e restauri che si sono protratti sino ai giorni nostri. I lavori di restauro più significativi, però, iniziarono solo nel 1928, fino ad arrivare agli ultimi lavori della fine degli anni settanta del secolo scorso. Nel 1996, per le sue caratteristiche uniche, è stato inserito dall’UNESCO nel patrimonio mondiale dell’umanità.
È opinione ormai consolidata che il castello sia sorto su un originario sito fortificato sannitico, seppur documenti certi d’archivio evidenziano una presenza fortilizia solo dall’epoca di Alboino, intorno al 573 d.C. Alcuni storici ritengono invece che la costruzione sia posteriore alla suddetta datazione, e cioè risalente all’epoca di Carlo Magno (810 c.a.) o a quella di Corrado il Salico (1024).
Alcune testimonianze riferiscono che con la discesa di Federico II il territorio di Pescolanciano era governato da un feudatario, Ruggero di Peschio-Langiano, che ricevette ordine dallo Svevo di rimuovere i Caldora di Carpinone, smantellando il loro castello e di assediare Isernia e quei feudi ostili a re Federico. Tale spedizione fu di sicuro organizzata nel fortilizio allora esistente e da esso prese le mosse nel 1224. Il feudo, confinante col vicino borgo di S.Maria dei Vignali, abbandonato dopo il terremoto del 1456, era attraversato da un importante nodo di comunicazione, che collegava le alte località dell’Appennino centrale abruzzese con quelle costiere del “Tavoliere di Puglia”.
Il castello di Pescolanciano, arroccato su uno sperone di roccia ai piedi del monte Totila, sotto il quale si sviluppò il borgo medioevale con le sue mura perimetrali con accessi all’abitato tuttora visibili, assolse a questi compiti di difesa e ospitalità sia sotto i feudatari Carafa che sotto gli Eboli sin dal XIII secolo. Queste secolari funzioni del borgo e del suo maniero ricevettero “nuovo impulso” con l’avvento di nuovi feudatari. Il feudo di Vignali e Pescolanciano fu tra il 1576 e il 1579 alienato da Andrea d’Eboli o sua nipote Aurelia a Rita Baldassarre, moglie di Giovanni Francesco d’Alessandro, dell’illustre Casato napoletano del Sedil di Porto che conta tra i suoi ascendenti un Templare Guidone, crociato in Palestina nel 1187, valenti ambasciatori del Regno Angioino e Aragonese, nonché l’illustre giurisperito-umanista del XV secolo, Alessandro d’Alessandro, discepolo del Fidelfo ed autore dei “Dies Geniales”. La baronia di “Pescolangiano” con i suoi feudi rustici limitrofi divenne ducato nel 1654 sotto il sesto barone Fabio Jr.(1628-1676) di Agapito (1595-1655). A questo personaggio si fanno risalire i primi lavori di abbellimento, ampliamento e di consolidamento della struttura fortilizia, che fino ad allora doveva essere stata composta da una torre mastio ed una cilindrica, nonché da un corpo a “bastione” merlato a “scarpa”. Al citato personaggio e suo padre si attribuiscono una serie di interventi di modifica dell’originaria configurazione del castello. L’ingresso, in principio presso la torre mastio lato nord-est, al quale si accedeva probabilmente utilizzando scala retrattile, venne chiuso e riaperto con ponte levatoio, finito nel 1691. Il cortile esterno, precedentemente a gradoni rocciosi, fu fatto spianare in questo periodo e sempre a tale periodo risalgono le costruzioni dette “pertinenze”, tra cui la “guardiola” con il suo balcone seicentesco arabescato. Fu anche costruita una chiesetta gentilizia al centro del fortilizio, i cui lavori di arricchimento con marmi intarsiati, decorazioni a stucco e dipinti vennero ultimati nel 1628. Il luogo sacro, per volere del duca Fabio Jr., ospitò dal 1673 alcune reliquie del corpo del martire cristiano S.Alessandro di Bergamo, pervenute da Roma con bolla papale e celebrate con antico rituale.
La nascita del feudo di Gambatesa e probabilmente del castello, va fatta risalire all’epoca dell’invasione longobarda. Notizie più precise si hanno a partire dalla metà del X secolo, quando si assistette ad un importante e documentato fenomeno di incastellamento. Nel 967, infatti, Pandolfo I Capo di Ferro, principe di Capua e di Benevento, concesse ai monaci di San Vincenzo al Volturno la facoltà di erigere castelli a difesa del territorio. Questa politica è ben comprensibile se si pensa che proprio Pandolfo, il più potente principe del Mezzogiorno, era diventato uno dei vassalli più fidati di Ottone I che, dopo essersi impadronito del regno d’Italia e aver ridotto il papato a suo vassallo, sognava di dare al regno unità politica abbattendo il dominio bizantino e sottomettendo i ducati longobardi. In seguito il feudo si trova citato nel Catalogus Baronum, un registro che elenca le terre concesse ai feudatari normanni a partire dalla seconda metà del XII secolo. Ma è dal XIII secolo, con Riccardo da Gambatesa o di Gambatesa, condottiero al servizio del re di Napoli, Roberto d’Angiò, che il feudo assume maggiore importanza. Grazie ai suoi meriti militari Riccardo ottenne feudi e riconoscimenti e, non avendo figli maschi, riuscì a far ereditare al nipote Riccardello, nato dal matrimonio della figlia con un Monforte, anche il cognome Gambatesa, dando il via alla casata dei Monforte-Gambatesa. Con l’avvento degli Aragonesi, il feudo passò ad Andrea di Capua, duca di Termoli. In questo periodo il castello subì profonde modifiche, trasformandosi in una splendida residenza fortificata, in linea con il clima rinascimentale, come testimonia lo splendido ciclo di affreschi che ornano il piano nobile del palazzo.
Negli anni ’70 il castello fu venduto al Ministero per i Beni Culturali e restaurato dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici del Molise.
Le sezioni regionali dell’Istituto
L’Istituto si articola in Sezioni. Esse, autonome nelle attività nel loro ambito, promuovono conferenze, seminari, visite di studio, attività di ricerca ed altre iniziative di promozione culturale del patrimonio castellano delle rispettive regioni di appartenenza
Nomenclatura Castellana
Un viaggio attraverso le parole che raccontano le parti di un castello,
dall’avamposto sino alle vedette
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Si è svolta sabato, 11 aprile 2026, la consueta cena di gala in occasione dell’ Assemblea annuale dei soci dell’Istituto Italiano dei Castelli, la location scelta per l’evento è stata la splendida cornice della Loggia della Casa dei Cavalieri di Rodi a Roma.
Il Consiglio direttivo dell’Istituto ha accolto i numerosi partecipanti intervenuti per l’occasione, godendo di un panorama di straordinaria bellezza.
La Presidente Nazionale Michaela Stagno d’Alcontres ha tenuto un breve discorso, ringraziando tutti gli astanti della loro presenza, descrivendo i risultati raggiunti dall’Istituto e gli obbiettivi ancora da realizzare.
Qualche ore prima, nel pomeriggio, si è riunito il Consiglio Scientifico condotto dal Presidente Enrico Lusso, nella sala riservata all’Istituto presso Castel Sant’Angelo, un castello che era insieme fortezza, palazzo e simbolo di potere.
Domenica 12 aprile 2026 si è tenuto presso Palazzo Tittoni, sede dell’Istituto, il Consiglio direttivo e a seguire l’Assemblea annuale dei soci.
Un Sentito ringraziamento a coloro che hanno reso possibile gli eventi; in particolare al Sovrano Militare Ordine di Malta, alla Presidente Michaela Stagno d’Alcontres, alla Vicepresidente Antonella Susanna, alla Consigliera Francesca Fatica, al Presidente della sezione Lazio Luigi Catemario di Quadri e a tutti gli intervenuti.
Ricordiamo che chiunque si può iscrivere e sostenere l’Istituto, architetti, archeologi, storici o anche solo appassionati di architetture militari, per info contattare le segreterie di sezione al sito www.istitutoitalianocastelli.it
Comunicato Stampa – Giornate Nazionali dei Castelli 2026
30 siti castellani aperti in tutta Italia
Sabato 16 e domenica 17 maggio 2026 si terrà la XXVII edizione delle Giornate Nazionali dei Castelli,
Anche l’edizione di quest’anno si fregia del prestigioso patrocinio del Ministero della Cultura, un riconoscimento che attesta l’alto valore scientifico e divulgativo della manifestazione. L’obiettivo è offrire al grande pubblico, agli studiosi e ai turisti la possibilità di accedere a siti fortificati spesso non inseriti nei circuiti tradizionali, promuovendo la conoscenza di un’eredità architettonica che ha plasmato l’identità del nostro Paese. Un itinerario esclusivo tra restauro, archeologia e vita contemporanea. Le 19 sedi regionali dell’Istituto hanno curato un programma capillare, con ben 30 siti visitabili, che unisce il rigore scientifico all’accessibilità, articolato tra visite guidate gratuite, trekking culturali e seminari di studio
Nel Nord Italia straordinaria la proposta della Lombardia, articolata su ben cinque poli: a Milano un itinerario lungo i resti delle cinquecentesche Mura Spagnole; a Palazzolo sull’Oglio (BS) un seminario sulla tutela delle cinte murarie e la visita alla possente Rocca; a Cremona una due-giorni di studi a Palazzo Affaitati sui restauri del cremonese; a Mantova il focus sui rari castelli a motta con la visita al borgo di Redondesco; infine, varcando eccezionalmente il confine di stato, la visita a Castelmur a Promontogno (Svizzera) curata dalla delegazione di Sondrio. In Veneto, a Verona, si esplorerà il Vorwerk St. Procolo (1840-1841), capolavoro di ingegneria militare asburgica oggi al centro di un ambizioso recupero. Il Piemonte aprirà la torre duecentesca di Rocca Ciglié (CN), maestoso belvedere sulle Langhe. In Liguria, riflettori puntati sul finalese medievale con il Borgo di Finale Ligure (SV). In Emilia Romagna, il Castello di Formigine (MO) racconterà la sua evoluzione da presidio militare trecentesco a dimora rinascimentale dei Pio. In Trentino Alto Adige, un doppio appuntamento artistico svelerà i preziosi affreschi di Castel Rodengo e gli intarsi di Castel Velturno. In Friuli Venezia Giulia, passeggiata alla scoperta dei tre torrioni superstiti di Sacile (PN), rafforzati dalla Repubblica Veneta nel XV secolo.
Nel Centro Italia il focus sarà sugli antichi presidi e gioielli rinascimentali. Nel Lazio, i visitatori potranno accedere eccezionalmente al Forte Aurelia (1877-1881), cruciale anello difensivo del “Campo trincerato di Roma”, oggi affidato alla Guardia di Finanza. In Toscana, arroccata su un poggio panoramico, la Fortezza del Girifalco a Cortona (AR) mostrerà l’ampliamento difensivo mediceo che ha visto il coinvolgimento di Francesco Laparelli e di Gabrio Serbelloni. Nelle Marche, il focus accademico e storico si sposterà a Cagli (PU), tra il trecentesco Palazzo Berardi Mochi-Zamperoli e la Chiesa di San Domenico. L’Umbria impreziosirà l’itinerario con l’apertura del maestoso Castello di Pieve del Vescovo a Corciano (PG). In Abruzzo sarà visitabile la Fortezza di Civitella del Tronto (TE)
Nel Sud e nelle isole sarà possibile comprendere le grandi stratificazioni del Mediterraneo. La Campania dedicherà un intero mese di appuntamenti ai castelli, con un ricco calendario che schiuderà, per l’evento centrale, i cancelli del Castello Pignatelli della Leonessa a San Martino Valle Caudina (AV), trasformato nei secoli in un palatium gentilizi. A seguire visita guidata gratuita al castello di Circello (BN), itinerario guidato alle torri medievali di Baia e Latina (CE), Castello Giusso di Vico Equense – Convegno “Borghi fortificati: da presidi difensivi a destinazioni turistiche”, Nola (NA), passeggiata per il centro storico alla ricerca delle antiche mura cinquecentesche, Agropoli (SA) – convegno dedicato ai Bizantini nel Salernitano ed al kastron di Agropoli e visite guidate gratuite al Castello ed infine Caggiano (SA) – visite guidate gratuite al castello ed alle mura difensive del borgo. In Calabria, il Castello Ducale di Corigliano-Rossano (CS) si mostrerà in tutta la sua imponenza, dall’originario nucleo normanno ai saloni ottocenteschi. In Basilicata, i ruderi suggestivi del Castello Carafa a Colobraro (MT) illustreranno le complesse dinamiche dell’incastellamento lucano. In Puglia, spiccherà il profilo del Castello di Manfredonia (FG), voluto da Re Manfredi nel 1256 e oggi sede del Museo Archeologico Nazionale del Gargano. In Molise, il Castello Pandone di Venafro (IS) incanterà con i suoi singolari affreschi rinascimentali raffiguranti i cavalli da guerra a grandezza naturale. In Sicilia un fine settimana diffuso tra l’immenso Castello di Caccamo (PA), ancorato alla roccia del Monte San Calogero e teatro di antiche congiure, il borgo di Cefalà Diana con le sue terme e la Torre Roccella di Campofelice di Roccella (PA); in Sardegna, il borgo fortificato e il Forte Santa Teresa a Carloforte (SU), edificati nel Settecento per proteggere la neonata colonia genovese di Tabarca.
E’ stato presentato a Pescara, presso la Facoltà di Architettura, il nuovo bando del concorso Nazionale XXIX PREMIO TESI DI LAUREA SULL’ARCHITETTURA FORTIFICATA
XXIX_2026_modulo di partecipazione
L’evento è stato moderato dalla Prof.ssa Clara Verazzo Dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti e Pescara che ha portato i saluti del Direttore del Dipartimento di Architettura, Paolo Fusero.
La Presidente nazionale dell’I.I.C. Michaela Stagno d’Alcontres è intervenuta per ricordare come è nato l’Istituto, la sua missione, i valori .
Sono poi intervenuti la professoressa Lucia Serafini, il Presidente della Sezione Abruzzo I.I.C. Maurizio D’Antonio e da remoto il Presidente del Consiglio Scientifico Enrico Lusso e il presidente della commissione ” Premio tesi di Laurea” prof. Vittorio Foramitti. E’ intervenuta inoltre il Segretario nazionale dell’Istituto , professoressa Marina Fumo che ha ricordato l’appuntamento per la Giornata Nazionale dei Castelli 2026 per sabato 16 e domenica 17 maggio.
Sono state presentate le ricerche premiate, edizione 2025, realizzate dagli studenti dell’area compresa tra Abruzzo, Molise e Lazio; in particolare “Muri parlanti, Dall’analisi al progetto di restauro del castello di Ocre AQ” di Alessandra Controguerra (secondo premio ex aequo) e quello di Francesca Romana Martucci dell’Università degli Studi dell’Aquila che ha parlato del suo lavoro dedicato ad un’ipotesi di riuso del Castello Vecchio di Colleferro che ha ottenuto una segnalazione. Interessantissimo l’ intervento della prof.ssa Alessandra Tosone e del prof. Renato Teofilo Giuseppe Morgante.
Un sentito ringraziamento all’Università “G. D’Annunzio” di Chieti e Pescara che ci ha ospitato, a tutti gli intervenuti e agli organizzatori, in particolare alla prof.ssa Clara Verazzo, al prof. Federico Bulfone Gransinigh e al vicepresidente Lucio Giorgione.
L’Istituto Italiano dei Castelli onlus (IIC), nell’ambito delle iniziative promosse per incoraggiare le nuove generazioni allo studio del patrimonio fortificato italiano nonché alla sua valorizzazione, presenta il
XXIX PREMIO TESI DI LAUREA SULL’ARCHITETTURA FORTIFICATA
Il Concorso Nazionale è realizzato dal Consiglio Scientifico e dal Consiglio Direttivo dell’IIC, con il sostegno delle riviste «Castellum» e «Cronache Castellane».
Il bando si rivolge a coloro che abbiano concluso i propri studi discutendo una tesi di laurea magistrale (o quinquennale) su temi castellani riferiti al territorio italiano, nell’ambito di programmi di ricerca nelle discipline architettoniche, archeologiche, storiche, artistiche, filologiche, giuridiche ed economiche, comunque orientati allo studio, alla conoscenza e alla valorizzazione di un complesso fortificato (torre, castello, forte o borgo murato).
MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE
La Commissione, il cui giudizio è inappellabile, sarà composta da 7 membri e cioè: dal consigliere referente per il Premio, da tre consiglieri scientifici dell’Istituto, da due studiosi di chiara fama e da un docente universitario indicato, per competenza e in forza dell’accordo siglato tra l’Istituto e la CRUI, dall’Ateneo della città in cui si svolgerà la manifestazione di premiazione.
La Commissione dovrà espletare i propri lavori entro il 30 settembre 2026 e assegnerà il premio alle prime tre tesi di laurea ritenute meritevoli.
A titolo di riconoscimento premiale, gli autori delle tesi classificatesi ai primi tre posti avranno diritto alla pubblicazione di un saggio relativo alla ricerca svolta nell’ambito della tesi nel primo numero disponibile di una delle pubblicazioni scientifiche periodiche dell’Istituto riconosciute dall’ANVUR. Inoltre, il primo o la prima classificata verranno ospitati per un fine settimana dal comune di Monteverde (AV), incluso nel circuito dei borghi più belli d’Italia, dove si trova il castello Grimaldi, recentemente restaurato.
Altre forme di riconoscimento e/o segnalazione potranno essere eventualmente assegnate ad altre tesi rispondenti agli scopi e alle finalità dell’IIC.
Le vincitrici e i vincitori del concorso saranno premiati in una manifestazione pubblica entro l’anno 2026, nel corso della quale presenteranno le proprie tesi.
Tutte le tesi presentate e ammesse alla valutazione saranno citate nel sito dell’IIC.
MODARTECIPAZIONE
MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE
Sono ammessi al concorso le laureate e i laureati che abbiano discusso la tesi negli anni 2024-2026 (entro il 30 aprile). Le interessate e gli interessati a partecipare devono far pervenire alla Segreteria dell’IIC, esclusivamente per via postale e su supporto digitale, entro e non oltre il 30 giugno 2026 (data del timbro postale di partenza):
- book in pdf formato A3 contenente le tavole della tesi con risoluzione massima 200 dpi
- copia della tesi in formato pdf con risoluzione massima 200 dpi
- domanda di partecipazione in originale redatta e sottoscritta secondo lo schema allegato al bando di concorso disponibile sul sito internet istitutoitalianocastelli.it
Gli elaborati presentati non verranno restituiti ed entreranno a far parte del patrimonio scientifico dell’IIC, salvaguardando il Diritto d’Autore ai sensi delle normative vigenti inserite nel Codice Civile.
www.istitutoitalianocastelli.it
Segreteria generale:
Segreteria generale
piazzale Rodolfo Morandi, 2
20121 Milano
segreteria@istitutoitalianocastelli.it
Premio di Laurea
sull’Architettura Fortificata
Istituito dall’Istituto Italiano Castelli negli anni ’90, il Premio di Laurea sull’Architettura Fortificata giunge nell’anno 2026 alla XXIX edizione
A BREVE LA MODULISTICA PER L’EDIZIONE 2026
Rassegna Stampa