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SCOPRI I PROGRAMMI DETTAGLIATI DI TUTTE LE SEZIONI Newsletter n 4 – Maggio 2026
30 siti castellani aperti in tutta Italia
Sabato 16 e domenica 17 maggio 2026 si terrà la XXVII edizione delle Giornate Nazionali dei Castelli,
Anche l’edizione di quest’anno si fregia del prestigioso patrocinio del Ministero della Cultura, un riconoscimento che attesta l’alto valore scientifico e divulgativo della manifestazione. L’obiettivo è offrire al grande pubblico, agli studiosi e ai turisti la possibilità di accedere a siti fortificati spesso non inseriti nei circuiti tradizionali, promuovendo la conoscenza di un’eredità architettonica che ha plasmato l’identità del nostro Paese. Un itinerario esclusivo tra restauro, archeologia e vita contemporanea. Le 18 sedi regionali dell’Istituto hanno curato un programma capillare, con ben 30 siti visitabili, che unisce il rigore scientifico all’accessibilità, articolato tra visite guidate gratuite, trekking culturali e seminari di studio
Nel Nord Italia straordinaria la proposta della Lombardia, articolata su ben cinque poli: a Milano un itinerario lungo i resti delle cinquecentesche Mura Spagnole; a Palazzolo sull’Oglio (BS) un seminario sulla tutela delle cinte murarie e la visita alla possente Rocca; a Cremona una due-giorni di studi a Palazzo Affaitati sui restauri del cremonese; a Mantova il focus sui rari castelli a motta con la visita al borgo di Redondesco; infine, varcando eccezionalmente il confine di stato, la visita a Castelmur a Promontogno (Svizzera) curata dalla delegazione di Sondrio. In Veneto, a Verona, si esplorerà il Vorwerk St. Procolo (1840-1841), capolavoro di ingegneria militare asburgica oggi al centro di un ambizioso recupero. Il Piemonte aprirà la torre duecentesca di Rocca Ciglié (CN), maestoso belvedere sulle Langhe. In Liguria, riflettori puntati sul finalese medievale con il Borgo di Finale Ligure (SV). In Emilia Romagna, il Castello di Formigine (MO) racconterà la sua evoluzione da presidio militare trecentesco a dimora rinascimentale dei Pio. In Trentino Alto Adige, un doppio appuntamento artistico svelerà i preziosi affreschi di Castel Rodengo e gli intarsi di Castel Velturno. In Friuli Venezia Giulia, passeggiata alla scoperta dei tre torrioni superstiti di Sacile (PN), rafforzati dalla Repubblica Veneta nel XV secolo.
Nel Centro Italia il focus sarà sugli antichi presidi e gioielli rinascimentali. Nel Lazio, i visitatori potranno accedere eccezionalmente al Forte Aurelia (1877-1881), cruciale anello difensivo del “Campo trincerato di Roma”, oggi affidato alla Guardia di Finanza. Nelle Marche, il focus accademico e storico si sposterà a Cagli (PU), tra il trecentesco Palazzo Berardi Mochi-Zamperoli e la Chiesa di San Domenico. L’Umbria impreziosirà l’itinerario con l’apertura del maestoso Castello di Pieve del Vescovo a Corciano (PG). In Abruzzo sarà visitabile la Fortezza di Civitella del Tronto (TE)
Nel Sud e nelle isole sarà possibile comprendere le grandi stratificazioni del Mediterraneo. La Campania dedicherà un intero mese di appuntamenti ai castelli, con un ricco calendario che schiuderà, per l’evento centrale, i cancelli del Castello Pignatelli della Leonessa a San Martino Valle Caudina (AV), trasformato nei secoli in un palatium gentilizi. A seguire visita guidata gratuita al castello di Circello (BN), itinerario guidato alle torri medievali di Baia e Latina (CE), Castello Giusso di Vico Equense – Convegno “Borghi fortificati: da presidi difensivi a destinazioni turistiche”, Nola (NA), passeggiata per il centro storico alla ricerca delle antiche mura cinquecentesche, Agropoli (SA) – convegno dedicato ai Bizantini nel Salernitano ed al kastron di Agropoli e visite guidate gratuite al Castello ed infine Caggiano (SA) – visite guidate gratuite al castello ed alle mura difensive del borgo. In Calabria, il Castello Ducale di Corigliano-Rossano (CS) si mostrerà in tutta la sua imponenza, dall’originario nucleo normanno ai saloni ottocenteschi. In Basilicata, i ruderi suggestivi del Castello Carafa a Colobraro (MT) illustreranno le complesse dinamiche dell’incastellamento lucano. In Puglia, spiccherà il profilo del Castello di Manfredonia (FG), voluto da Re Manfredi nel 1256 e oggi sede del Museo Archeologico Nazionale del Gargano. In Molise, il Castello di Monteroduni (IS) aprirà le sue porte. In Sicilia un fine settimana diffuso tra castelli e panorami mozzafiato della provincia di Palermo: il Castello di Cefalà Diana (XIV sec.) che con la sua torre domina l’omonimo borgo medievale e le vicine terme arabo-normanne; il bellissimo Castello di Caccamo , ancorato alla roccia del Monte San Calogero e teatro di antiche congiure; la superstite Torre Roccella (XII – XIV sec.) di Campofelice di Roccella, sul mare ed infine la visita alla Real Casina di Caccia di Ferdinando III di Borbone, nella Riserva Naturale Bosco della Ficuzza.; in Sardegna, il borgo fortificato e il Forte Santa Teresa a Carloforte (SU), edificati nel Settecento per proteggere la neonata colonia genovese di Tabarca.
E’ stato presentato a Pescara, presso la Facoltà di Architettura, il nuovo bando del concorso Nazionale XXIX PREMIO TESI DI LAUREA SULL’ARCHITETTURA FORTIFICATA
XXIX_2026_modulo di partecipazione
L’evento è stato moderato dalla Prof.ssa Clara Verazzo Dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti e Pescara che ha portato i saluti del Direttore del Dipartimento di Architettura, Paolo Fusero.
La Presidente nazionale dell’I.I.C. Michaela Stagno d’Alcontres è intervenuta per ricordare come è nato l’Istituto, la sua missione, i valori .
Sono poi intervenuti la professoressa Lucia Serafini, il Presidente della Sezione Abruzzo I.I.C. Maurizio D’Antonio e da remoto il Presidente del Consiglio Scientifico Enrico Lusso e il presidente della commissione ” Premio tesi di Laurea” prof. Vittorio Foramitti. E’ intervenuta inoltre il Segretario nazionale dell’Istituto , professoressa Marina Fumo che ha ricordato l’appuntamento per la Giornata Nazionale dei Castelli 2026 per sabato 16 e domenica 17 maggio.
Sono state presentate le ricerche premiate, edizione 2025, realizzate dagli studenti dell’area compresa tra Abruzzo, Molise e Lazio; in particolare “Muri parlanti, Dall’analisi al progetto di restauro del castello di Ocre AQ” di Alessandra Controguerra (secondo premio ex aequo) e quello di Francesca Romana Martucci dell’Università degli Studi dell’Aquila che ha parlato del suo lavoro dedicato ad un’ipotesi di riuso del Castello Vecchio di Colleferro che ha ottenuto una segnalazione. Interessantissimo l’ intervento della prof.ssa Alessandra Tosone e del prof. Renato Teofilo Giuseppe Morgante.
Un sentito ringraziamento all’Università “G. D’Annunzio” di Chieti e Pescara che ci ha ospitato, a tutti gli intervenuti e agli organizzatori, in particolare alla prof.ssa Clara Verazzo, al prof. Federico Bulfone Gransinigh e al vicepresidente Lucio Giorgione.
L’Istituto Italiano dei Castelli onlus (IIC), nell’ambito delle iniziative promosse per incoraggiare le nuove generazioni allo studio del patrimonio fortificato italiano nonché alla sua valorizzazione, presenta il
XXIX PREMIO TESI DI LAUREA SULL’ARCHITETTURA FORTIFICATA
Il Concorso Nazionale è realizzato dal Consiglio Scientifico e dal Consiglio Direttivo dell’IIC, con il sostegno delle riviste «Castellum» e «Cronache Castellane».
Il bando si rivolge a coloro che abbiano concluso i propri studi discutendo una tesi di laurea magistrale (o quinquennale) su temi castellani riferiti al territorio italiano, nell’ambito di programmi di ricerca nelle discipline architettoniche, archeologiche, storiche, artistiche, filologiche, giuridiche ed economiche, comunque orientati allo studio, alla conoscenza e alla valorizzazione di un complesso fortificato (torre, castello, forte o borgo murato).
MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE
La Commissione, il cui giudizio è inappellabile, sarà composta da 7 membri e cioè: dal consigliere referente per il Premio, da tre consiglieri scientifici dell’Istituto, da due studiosi di chiara fama e da un docente universitario indicato, per competenza e in forza dell’accordo siglato tra l’Istituto e la CRUI, dall’Ateneo della città in cui si svolgerà la manifestazione di premiazione.
La Commissione dovrà espletare i propri lavori entro il 30 settembre 2026 e assegnerà il premio alle prime tre tesi di laurea ritenute meritevoli.
A titolo di riconoscimento premiale, gli autori delle tesi classificatesi ai primi tre posti avranno diritto alla pubblicazione di un saggio relativo alla ricerca svolta nell’ambito della tesi nel primo numero disponibile di una delle pubblicazioni scientifiche periodiche dell’Istituto riconosciute dall’ANVUR. Inoltre, il primo o la prima classificata verranno ospitati per un fine settimana dal comune di Monteverde (AV), incluso nel circuito dei borghi più belli d’Italia, dove si trova il castello Grimaldi, recentemente restaurato.
Altre forme di riconoscimento e/o segnalazione potranno essere eventualmente assegnate ad altre tesi rispondenti agli scopi e alle finalità dell’IIC.
Le vincitrici e i vincitori del concorso saranno premiati in una manifestazione pubblica entro l’anno 2026, nel corso della quale presenteranno le proprie tesi.
Tutte le tesi presentate e ammesse alla valutazione saranno citate nel sito dell’IIC.
MODARTECIPAZIONE
MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE
Sono ammessi al concorso le laureate e i laureati che abbiano discusso la tesi negli anni 2024-2026 (entro il 30 aprile). Le interessate e gli interessati a partecipare devono far pervenire alla Segreteria dell’IIC, esclusivamente per via postale e su supporto digitale, entro e non oltre il 30 giugno 2026 (data del timbro postale di partenza):
- book in pdf formato A3 contenente le tavole della tesi con risoluzione massima 200 dpi
- copia della tesi in formato pdf con risoluzione massima 200 dpi
- domanda di partecipazione in originale redatta e sottoscritta secondo lo schema allegato al bando di concorso disponibile sul sito internet istitutoitalianocastelli.it
Gli elaborati presentati non verranno restituiti ed entreranno a far parte del patrimonio scientifico dell’IIC, salvaguardando il Diritto d’Autore ai sensi delle normative vigenti inserite nel Codice Civile.
www.istitutoitalianocastelli.it
Segreteria generale:
Segreteria generale
piazzale Rodolfo Morandi, 2
20121 Milano
segreteria@istitutoitalianocastelli.it
Giornate Nazionali dei Castelli 2026
16/17 Maggio 2026
XXVII EDIZIONE a cura dell’Istituto Italiano dei Castelli
RISORSE
Castelli d’Italia
Il castello di Formigine è un esempio molto chiaro di come una fortezza medievale possa trasformarsi, nel corso dei secoli, in una residenza signorile e, infine, in un luogo pubblico e museale aperto alla comunità. Sorge in un’area abitata già in epoca altomedievale: qui esisteva infatti una pieve dedicata a San Bartolomeo, con annesso cimitero, attorno alla quale si era sviluppato un piccolo insediamento rurale. Prima ancora del castello, dunque, il cuore del luogo non era militare, ma religioso e comunitario.
La svolta arriva nel 1201. In quell’anno, dopo una sconfitta militare contro Reggio Emilia, il Comune di Modena decide di rafforzare il proprio sistema difensivo lungo il confine occidentale del territorio. La scelta cade proprio su Formigine, in posizione strategica rispetto alle vie di comunicazione e ai terreni agricoli circostanti. Nasce così il primo nucleo del castello: una vera e propria rocca comunale, con mura, fossato e strutture essenziali per ospitare una guarnigione e controllare il passaggio di uomini e merci. È una fortificazione ancora relativamente semplice, pensata soprattutto per la difesa e il controllo del territorio.
Tra XIII e XIV secolo, il complesso passa attraverso le mani di vari signori locali e viene via via rimaneggiato. È in questa fase che la semplice rocca militare comincia ad assumere un impianto più articolato, con torri, corpi di fabbrica aggiuntivi e un sistema difensivo più complesso. Le mura si consolidano, il fossato viene organizzato in modo più efficiente, le funzioni militari si affiancano a quelle amministrative: il castello non è più solo presidio armato, ma anche centro del potere locale.
Il momento decisivo per l’aspetto odierno del castello arriva però nel Quattrocento. Nel 1405 Nicolò III d’Este infeuda Formigine a Marco I Pio di Carpi. Con l’arrivo dei Pio, signori abituati alla vita di corte e al gusto rinascimentale, la fortezza viene profondamente trasformata. Accanto al nucleo difensivo originario – la cosiddetta rocchetta – viene edificato il palazzo marchionale, una residenza signorile vera e propria, destinata ad accogliere il signore, la sua famiglia e la sua corte. È in questo momento che il castello assume una duplice natura: da un lato baluardo militare, con torri, merli e ponti levatoi; dall’altro dimora residenziale, con sale più ampie e ambienti pensati per il rappresentanza e la vita quotidiana.
La storia del castello è intimamente legata a quella dei suo proprietari, la potente famiglia feudale dei conti Guidi, che lo abitarono per circa 400 anni.
Il primo documento scritto che attesta la presenza dell’abitato di Poppi è un contratto del 1169 redatto in castro de Puppio in loco Casentino. Del 1191, invece, è un Privilegio di Arrigo VI, con il quale l’imperatore conferma Guido Guerra V conte di tutta la Toscana e nel quale viene menzionato il castello stesso.
La prima fondazione del castello è però ascrivibile all’epoca dell’invasione longobarda, quando tutta la valle del Casentino fu protagonista di un generale fenomeno di incastellamento.
Il primo grande intervento si ebbe nel 1274, quando, per volere del conte Simone dei Conti Guidi da Battifolle, vennero iniziati dei lavori di ampliamento e ristrutturazione, poi terminati dal figlio Guido, che trasformarono il fortilizio in vera e propria residenza. Un altro importante intervento si ebbe a partire dal 1470, quando nel cortile interno venne edificata una splendida scala, quale accesso ai vari piani dell’edificio, e il recinto esterno. Sempre in questo periodo fu eretta sulla cinta esterna l’antiporta detta “della Munizione”, a difesa della Porta Leone. Inoltre venne scavato il fosso di separazione tra il castello e la piazza d’armi. L’ultimo importante restauro, risalente al secolo scorso, ha interessato gran parte della merlatura e della muratura e lo ha consegnato ai posteri nel suo magnifico aspetto attuale.
Sin dal XIII secolo, il Castello e il suo abitato rappresentarono uno dei più importanti e vivaci centri politico-economici dell’interno territorio casentinese, tanto che Poppi e fu sempre considerata una vera e propria “capitale” amministrativa della grande dinastia feudale dei conti Guidi. Tale importanza si mantenne anche sotto la successiva dominazione fiorentina, quando nel 1440 Francesco Guidi, che si era schierato con i nemici di Firenze, in seguito alla vittoria di quest’ultima sui Milanesi nella celebre battaglia di Anghiari, fu assediato nel suo castello, sconfitto e costretto alla resa.
Il castello è oggi sede del Comune di Poppi e prestigiosa area espositiva-museale.
Il borgo medievale di Santa Severa vanta origini molto antiche. La prima documentazione scritta nella quale compare il nome del luogo risale all’anno 939, ma in realtà esso si sviluppò nel luogo in cui già sorgeva l’insediamento etrusco di Pyrgi, legato al famoso santuario di Leucothea, nel quale è stata rinvenuta la celebre lamina d’oro con iscrizione bilingue etrusco-cartaginese.
Nel periodo romano l’insediamento rimase relegato ai margini della grande storia, per venire distrutto dalle incursioni saracene nel IX secolo.
A cavallo tra il X e l’XI secolo venne edificato sul posto dai conti della Tuscia un fortilizio “dedicato” alla giovane Severa, che era stata martirizzata nel 660 in un luogo poco distante.
La prima documentazione scritta del castello risale al 1068, quando il conte di origine normanna Gerardo di Galeria lo donò, insieme alla chiesa, all’abbazia di Farfa, che rappresentava uno degli enti ecclesiastici più importanti del Lazio medievale. S Severa rimase proprietà dell’abbazia fino al 1130, quando papa Anacleto II la donò all’abbazia di S. Paolo fuori le mura.
Nel corso dei secoli XIII e XIV il castello divenne proprietà di diverse nobili famiglie romane, come, ad esempio, quella degli Orsini, alla quale si deve la costruzione delle mura a ridosso del castello, per poi passare nel XV secolo agli Anguillara.
Tra il XVI e il XVII secolo il castello divenne luogo di sosta e di soggiorno prediletto dai papi: tra i molti, vi soggiornarono papa Gregorio XIII (1580), Sisto V (1588) e Urbano VIII (1633).
Dopo il seicento, considerato il periodo del suo massimo splendore, seguì una lunga e lenta decadenza. Nel 1943 fu utilizzato dai Tedeschi come postazione militare strategica.
In anni recenti il castello è stato oggetto di un intenso e definitivo recupero da parte della pubblica amministrazione. Ultimamente sono venute alla luce due importanti scoperte archeologiche: un tratto di mura poligonali databili III secolo a.C e alcuni tratti di mura risalenti al XIII secolo.
Le sezioni regionali dell’Istituto
L’Istituto si articola in Sezioni. Esse, autonome nelle attività nel loro ambito, promuovono conferenze, seminari, visite di studio, attività di ricerca ed altre iniziative di promozione culturale del patrimonio castellano delle rispettive regioni di appartenenza
Nomenclatura Castellana
Un viaggio attraverso le parole che raccontano le parti di un castello,
dall’avamposto sino alle vedette
BLOG
Novità dal nostro blog
L’Istituto Italiano dei Castelli e L’Associazione Romana Acquerellisti
comunicano che
Si terrà il 29 maggio 2026 dalle 16.00 alle 18.00 presso la Protomoteca del Campidoglio a Roma
la Premiazione e la consegna degli Attestati della competizione artistica in acquerello della
Mostra-Concorso che si è svolta presso Palazzo Tittoni (piazza Barberini) Via Rasella n.155
dal 15-19 Maggio 2026
Si è svolta sabato, 11 aprile 2026, la consueta cena di gala in occasione dell’ Assemblea annuale dei soci dell’Istituto Italiano dei Castelli, la location scelta per l’evento è stata la splendida cornice della Loggia della Casa dei Cavalieri di Rodi a Roma.
Il Consiglio direttivo dell’Istituto ha accolto i numerosi partecipanti intervenuti per l’occasione, godendo di un panorama di straordinaria bellezza.
La Presidente Nazionale Michaela Stagno d’Alcontres ha tenuto un breve discorso, ringraziando tutti gli astanti della loro presenza, descrivendo i risultati raggiunti dall’Istituto e gli obbiettivi ancora da realizzare.
Alcune ore prima, nel pomeriggio, si è riunito il Consiglio Scientifico condotto dal Presidente Enrico Lusso, nella sala riservata all’Istituto presso Castel Sant’Angelo, un castello che era insieme fortezza, palazzo e simbolo di potere.
Domenica 12 aprile 2026 si è tenuto presso Palazzo Tittoni, sede dell’Istituto, il Consiglio direttivo e a seguire l’Assemblea annuale dei soci.
Un sentito ringraziamento a coloro che hanno reso possibile gli eventi; in particolare al Sovrano Militare Ordine di Malta, alla Presidente Michaela Stagno d’Alcontres, alla Vicepresidente Antonella Susanna, alla Consigliera Francesca Fatica, al Presidente della sezione Lazio Luigi Catemario di Quadri e a tutti gli intervenuti.
Ricordiamo che chiunque si può iscrivere e sostenere l’Istituto, architetti, archeologi, storici o anche solo appassionati di architetture militari, per info contattare le segreterie di sezione al sito www.istitutoitalianocastelli.it
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30 siti castellani aperti in tutta Italia
Sabato 16 e domenica 17 maggio 2026 si terrà la XXVII edizione delle Giornate Nazionali dei Castelli,
Anche l’edizione di quest’anno si fregia del prestigioso patrocinio del Ministero della Cultura, un riconoscimento che attesta l’alto valore scientifico e divulgativo della manifestazione. L’obiettivo è offrire al grande pubblico, agli studiosi e ai turisti la possibilità di accedere a siti fortificati spesso non inseriti nei circuiti tradizionali, promuovendo la conoscenza di un’eredità architettonica che ha plasmato l’identità del nostro Paese. Un itinerario esclusivo tra restauro, archeologia e vita contemporanea. Le 18 sedi regionali dell’Istituto hanno curato un programma capillare, con ben 30 siti visitabili, che unisce il rigore scientifico all’accessibilità, articolato tra visite guidate gratuite, trekking culturali e seminari di studio
Nel Nord Italia straordinaria la proposta della Lombardia, articolata su ben cinque poli: a Milano un itinerario lungo i resti delle cinquecentesche Mura Spagnole; a Palazzolo sull’Oglio (BS) un seminario sulla tutela delle cinte murarie e la visita alla possente Rocca; a Cremona una due-giorni di studi a Palazzo Affaitati sui restauri del cremonese; a Mantova il focus sui rari castelli a motta con la visita al borgo di Redondesco; infine, varcando eccezionalmente il confine di stato, la visita a Castelmur a Promontogno (Svizzera) curata dalla delegazione di Sondrio. In Veneto, a Verona, si esplorerà il Vorwerk St. Procolo (1840-1841), capolavoro di ingegneria militare asburgica oggi al centro di un ambizioso recupero. Il Piemonte aprirà la torre duecentesca di Rocca Ciglié (CN), maestoso belvedere sulle Langhe. In Liguria, riflettori puntati sul finalese medievale con il Borgo di Finale Ligure (SV). In Emilia Romagna, il Castello di Formigine (MO) racconterà la sua evoluzione da presidio militare trecentesco a dimora rinascimentale dei Pio. In Trentino Alto Adige, un doppio appuntamento artistico svelerà i preziosi affreschi di Castel Rodengo e gli intarsi di Castel Velturno. In Friuli Venezia Giulia, passeggiata alla scoperta dei tre torrioni superstiti di Sacile (PN), rafforzati dalla Repubblica Veneta nel XV secolo.
Nel Centro Italia il focus sarà sugli antichi presidi e gioielli rinascimentali. Nel Lazio, i visitatori potranno accedere eccezionalmente al Forte Aurelia (1877-1881), cruciale anello difensivo del “Campo trincerato di Roma”, oggi affidato alla Guardia di Finanza. Nelle Marche, il focus accademico e storico si sposterà a Cagli (PU), tra il trecentesco Palazzo Berardi Mochi-Zamperoli e la Chiesa di San Domenico. L’Umbria impreziosirà l’itinerario con l’apertura del maestoso Castello di Pieve del Vescovo a Corciano (PG). In Abruzzo sarà visitabile la Fortezza di Civitella del Tronto (TE)
Nel Sud e nelle isole sarà possibile comprendere le grandi stratificazioni del Mediterraneo. La Campania dedicherà un intero mese di appuntamenti ai castelli, con un ricco calendario che schiuderà, per l’evento centrale, i cancelli del Castello Pignatelli della Leonessa a San Martino Valle Caudina (AV), trasformato nei secoli in un palatium gentilizi. A seguire visita guidata gratuita al castello di Circello (BN), itinerario guidato alle torri medievali di Baia e Latina (CE), Castello Giusso di Vico Equense – Convegno “Borghi fortificati: da presidi difensivi a destinazioni turistiche”, Nola (NA), passeggiata per il centro storico alla ricerca delle antiche mura cinquecentesche, Agropoli (SA) – convegno dedicato ai Bizantini nel Salernitano ed al kastron di Agropoli e visite guidate gratuite al Castello ed infine Caggiano (SA) – visite guidate gratuite al castello ed alle mura difensive del borgo. In Calabria, il Castello Ducale di Corigliano-Rossano (CS) si mostrerà in tutta la sua imponenza, dall’originario nucleo normanno ai saloni ottocenteschi. In Basilicata, i ruderi suggestivi del Castello Carafa a Colobraro (MT) illustreranno le complesse dinamiche dell’incastellamento lucano. In Puglia, spiccherà il profilo del Castello di Manfredonia (FG), voluto da Re Manfredi nel 1256 e oggi sede del Museo Archeologico Nazionale del Gargano. In Molise, il Castello di Monteroduni (IS) aprirà le sue porte. In Sicilia un fine settimana diffuso tra castelli e panorami mozzafiato della provincia di Palermo: il Castello di Cefalà Diana (XIV sec.) che con la sua torre domina l’omonimo borgo medievale e le vicine terme arabo-normanne; il bellissimo Castello di Caccamo , ancorato alla roccia del Monte San Calogero e teatro di antiche congiure; la superstite Torre Roccella (XII – XIV sec.) di Campofelice di Roccella, sul mare ed infine la visita alla Real Casina di Caccia di Ferdinando III di Borbone, nella Riserva Naturale Bosco della Ficuzza.; in Sardegna, il borgo fortificato e il Forte Santa Teresa a Carloforte (SU), edificati nel Settecento per proteggere la neonata colonia genovese di Tabarca.
Premio di Laurea
sull’Architettura Fortificata
Istituito dall’Istituto Italiano Castelli negli anni ’90, il Premio di Laurea sull’Architettura Fortificata giunge nell’anno 2026 alla XXIX edizione
A BREVE LA MODULISTICA PER L’EDIZIONE 2026
Rassegna Stampa