Le novità dell’Istituto
In Evidenza
E’ stato presentato a Pescara, presso la Facoltà di Architettura, il nuovo bando del concorso Nazionale XXIX PREMIO TESI DI LAUREA SULL’ARCHITETTURA FORTIFICATA
XXIX_2026_modulo di partecipazione
L’evento è stato moderato dalla Prof.ssa Clara Verazzo Dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti e Pescara che ha portato i saluti del Direttore del Dipartimento di Architettura, Paolo Fusero.
La Presidente nazionale dell’I.I.C. Michaela Stagno d’Alcontres è intervenuta per ricordare come è nato l’Istituto, la sua missione, i valori .
Sono poi intervenuti la professoressa Lucia Serafini, il Presidente della Sezione Abruzzo I.I.C. Maurizio D’Antonio e da remoto il Presidente del Consiglio Scientifico Enrico Lusso e il presidente della commissione ” Premio tesi di Laurea” prof. Vittorio Foramitti. E’ intervenuta inoltre il Segretario nazionale dell’Istituto , professoressa Marina Fumo che ha ricordato l’appuntamento per la Giornata Nazionale dei Castelli 2026 per sabato 16 e domenica 17 maggio.
Sono state presentate le ricerche premiate, edizione 2025, realizzate dagli studenti dell’area compresa tra Abruzzo, Molise e Lazio; in particolare “Muri parlanti, Dall’analisi al progetto di restauro del castello di Ocre AQ” di Alessandra Controguerra (secondo premio ex aequo) e quello di Francesca Romana Martucci dell’Università degli Studi dell’Aquila che ha parlato del suo lavoro dedicato ad un’ipotesi di riuso del Castello Vecchio di Colleferro che ha ottenuto una segnalazione. Interessantissimo l’ intervento della prof.ssa Alessandra Tosone e del prof. Renato Teofilo Giuseppe Morgante.
Un sentito ringraziamento all’Università “G. D’Annunzio” di Chieti e Pescara che ci ha ospitato, a tutti gli intervenuti e agli organizzatori, in particolare alla prof.ssa Clara Verazzo, al prof. Federico Bulfone Gransinigh e al vicepresidente Lucio Giorgione.
L’Istituto Italiano dei Castelli onlus (IIC), nell’ambito delle iniziative promosse per incoraggiare le nuove generazioni allo studio del patrimonio fortificato italiano nonché alla sua valorizzazione, presenta il
XXIX PREMIO TESI DI LAUREA SULL’ARCHITETTURA FORTIFICATA
Il Concorso Nazionale è realizzato dal Consiglio Scientifico e dal Consiglio Direttivo dell’IIC, con il sostegno delle riviste «Castellum» e «Cronache Castellane».
Il bando si rivolge a coloro che abbiano concluso i propri studi discutendo una tesi di laurea magistrale (o quinquennale) su temi castellani riferiti al territorio italiano, nell’ambito di programmi di ricerca nelle discipline architettoniche, archeologiche, storiche, artistiche, filologiche, giuridiche ed economiche, comunque orientati allo studio, alla conoscenza e alla valorizzazione di un complesso fortificato (torre, castello, forte o borgo murato).
MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE
La Commissione, il cui giudizio è inappellabile, sarà composta da 7 membri e cioè: dal consigliere referente per il Premio, da tre consiglieri scientifici dell’Istituto, da due studiosi di chiara fama e da un docente universitario indicato, per competenza e in forza dell’accordo siglato tra l’Istituto e la CRUI, dall’Ateneo della città in cui si svolgerà la manifestazione di premiazione.
La Commissione dovrà espletare i propri lavori entro il 30 settembre 2026 e assegnerà il premio alle prime tre tesi di laurea ritenute meritevoli.
A titolo di riconoscimento premiale, gli autori delle tesi classificatesi ai primi tre posti avranno diritto alla pubblicazione di un saggio relativo alla ricerca svolta nell’ambito della tesi nel primo numero disponibile di una delle pubblicazioni scientifiche periodiche dell’Istituto riconosciute dall’ANVUR. Inoltre, il primo o la prima classificata verranno ospitati per un fine settimana dal comune di Monteverde (AV), incluso nel circuito dei borghi più belli d’Italia, dove si trova il castello Grimaldi, recentemente restaurato.
Altre forme di riconoscimento e/o segnalazione potranno essere eventualmente assegnate ad altre tesi rispondenti agli scopi e alle finalità dell’IIC.
Le vincitrici e i vincitori del concorso saranno premiati in una manifestazione pubblica entro l’anno 2026, nel corso della quale presenteranno le proprie tesi.
Tutte le tesi presentate e ammesse alla valutazione saranno citate nel sito dell’IIC.
MODARTECIPAZIONE
MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE
Sono ammessi al concorso le laureate e i laureati che abbiano discusso la tesi negli anni 2024-2026 (entro il 30 aprile). Le interessate e gli interessati a partecipare devono far pervenire alla Segreteria dell’IIC, esclusivamente per via postale e su supporto digitale, entro e non oltre il 30 giugno 2026 (data del timbro postale di partenza):
- book in pdf formato A3 contenente le tavole della tesi con risoluzione massima 200 dpi
- copia della tesi in formato pdf con risoluzione massima 200 dpi
- domanda di partecipazione in originale redatta e sottoscritta secondo lo schema allegato al bando di concorso disponibile sul sito internet istitutoitalianocastelli.it
Gli elaborati presentati non verranno restituiti ed entreranno a far parte del patrimonio scientifico dell’IIC, salvaguardando il Diritto d’Autore ai sensi delle normative vigenti inserite nel Codice Civile.
www.istitutoitalianocastelli.it
Segreteria generale:
Segreteria generale
piazzale Rodolfo Morandi, 2
20121 Milano
segreteria@istitutoitalianocastelli.it
ELENCO ATTIVITA DELLE SEZIONI MARZO 2026
Sezione Sicilia Domenica 1 Marzo Visita studio a Mazzarino –Caltanissetta
Sabato 28 MarzoVisita studio ad Acireale
Sezione Molise
Domenica8Marzo Assemblea Soci e Inaugurazione Anno Sociale (vedilocandina)Auditorium Comune di Gambatesa Via Nazionale Sannitica, 49/A –Gambatesa (CB)
Sezione Campania Sabato 14 marzo –ore 11
Visita guidata al Conservatorio di San Pietro a Majella –
Napoli Lunedì 23 marzo –ore 18
Videoconferenza Dall’invasione al dominio. Strategie di potere di Giovanni Antonio Orsini del Balzo nella Terra d’Otranto (1434-1460) Dott. Luciano Candita –Università del Salento .
Sezione Lazio
Martedì 17 Marzo ore 18,30
Conferenza dal titolo “FANTASMI E CASTELLI”.
Relatrice: dott.ssa Manuela Maddamma.
Sezione Umbria
Giovedì 19 Marzo, Gita di studio a Firenze
Sezione Sardegna
Sabato 21 Marzo
Costell-Azione Tirso -Il paesaggio Idroelettrico di S. Chiara. Visite Guidate FAI e IIC
Sezione Marche
Sabato 28 marzo 2026
Viaggio di studio ad Arcevia
Sezione Liguria Marzo 2026 Visite Guidate a Ottocento Svelato
Call Convegno Castello Giusso 15 maggio-1 (1)
VENERDÌ 15 MAGGIO 2026 – Vico Equense, Castello Giusso
Il convegno proposto mira a fare convergere ricerche storiche, progetti ed esperienze di promozione turistica di borghi fortificati italiani con l’intento di condividere visioni e buone pratiche.
Si raccoglieranno e pubblicheranno i contributi degli studiosi interessati al tema, con l’obiettivo di condividere le ricerche e le riflessioni critiche che perverranno, in un volume che sarà distribuito il 15 maggio ai partecipanti all’apertura del convegno.
I contributi dovranno essere inviati sia in formato Word sia in PDF all’indirizzo castellicampania@gmail.com
Convegno Nazionale promosso da ISTITUTO ITALIANO DEI CASTELLI – Sezione CAMPANIA in collaborazione con Centro Universitario per i Beni Culturali e Agenzia Campania Turismo
L’Italia è ricca di un patrimonio di fortificazioni che non è secondo a quello degli edifici di culto: castelli, torri, mura urbane, masserie fortificate sono solo alcune delle testimonianze di una storia secolare di difesa delle popolazioni italiche. Il convegno proposto dalla Sezione Campania dell’Istituto Italiano dei Castelli vuole essere l’opportunità per mettere in luce la miriade di borghi, anche all’interno di città, che punteggiano la nostra penisola e conservano ancora elementi architettonici difensivi i quali, seppur ormai privi della loro originaria funzione, continuano a emanare il loro fascino paesaggistico e sono preziosi documenti della storia dei nostri territori. Ancor prima che dai turisti, i borghi fortificati che costituiscono l’ossatura storica insediativa dell’Italia meritano di essere ri-conosciuti e valorizzati dalle comunità locali, affinché un’azione di consapevolezza collettiva possa divenire motore di sviluppo locale. Il Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali di Ravello e l’Agenzia Campania Turismo affiancano l’Istituto Italiano dei Castelli nella promozione di questo patrimonio culturale dalle tante potenzialità
Michaela Stagno d’Alcontres riconfermata all’unanimità Presidente dell’Istituto Italiano dei Castelli per il triennio 2025-2028,
nel corso del Consiglio direttivo Nazionale svoltosi ad Udine il 19 ottobre 2025.
Nella Cabina di regia anche Marina Fumo, con la nomina a Segretario generale, e tre Vicepresidenti Fiorenzo Meneghelli, Antonella Susanna e Lucio Giorgione. Alla tesoreria Fabrizio del Franco.
Nelle immagini alcuni momenti del Consiglio Direttivo, della cena di gala e della cerimonia di premiazione del Premio di Laurea 2025
Un sentito ringraziamento alla sezione Friuli Venezia Giulia per la splendida organizzazione
UDINE 18/19 ottobre 2025
Giornate Nazionali dei Castelli 2026
16/17 Maggio 2026
XXVII EDIZIONE a cura dell’Istituto Italiano dei Castelli
A BREVE il programma completo
RISORSE
Castelli d’Italia
Rocca Calascio, situata a quasi 1500 metri di altitudine, vanta il primato di essere il castello a quota più alta e maggiormente conservato d’Italia.
Le prime notizie sul borgo di Rocca Calascio, citato come una delle cinque terre appartenenti alla Baronia dei Carapelle, si trovano nella Corografia Storica degli Abruzzi dell’Antinori, ma il primo documento nel quale viene citata la Rocca vera e propria, definita come torre di avvistamento isolata, risale al 1380. Si ritiene che quest’ultima sia di origine romana in virtù della sua posizione rispetto ai diverticoli tratturali e del tipo di conci lapidei costituenti la struttura portante. Successivo è l’involucro difensivo ricalcante la pianta quadrata del puntone con quattro possenti torri tonde angolari. Secondo recenti studi e approfondimenti si ritiene che questo intervento sia il prodotto della riconquista e del nuovo assetto difensivo, in area abruzzese, voluto da Federico II con la sua politica di riconquista delle terre a nord così come accaduto per la fortificazione di Termoli.
La rocca, come accennato, ebbe un notevole ruolo anche per il controllo dei tracciati minori del tratturo apparato primario dell’economia locale basata quasi esclusivamente sulla transumanza.
Nel secolo XV la rocca passò nelle mani dei Piccolomini e probabilmente, forse proprio ad opera di Antonio Piccolomini, venne realizzato il circuito fortificato posto a difesa dell’agglomerato urbano che era stato semidistrutto dal terremoto del 1461.
Nel 1579 Costanza Piccolomini, ultima discendente della famiglia, vendette i possedimenti, tra i quali Rocca Calascio, al Granduca di Toscana.
Nel 1703 un altro terremoto distrusse il castello e il paese sottostante. Questa volta però non si procedette ad una nuova ricostruzione e solamente le abitazioni poste nella parte più bassa vennero ristrutturate. Nel 1743 Rocca Calascio passò a Carlo III di Borbone, re di Napoli, ma il recente e devastante terremoto del 1915 ne aveva ormai segnato il declino inesorabile e il paese venne lentamente abbandonato, tanto che nel 1957 non contava più neppure un abitante.
Negli ultimi anni sono state restaurate alcune casette e in una di queste è oggi possibile alloggiare in un rifugio-ostello-ristorante. Ultimamente anche la Rocca è stata oggetto di restauri e consolidamenti che l’hanno resa visitabile al pubblico.
Il primo nucleo abitato della futura città di Vigevano sorse in un luogo la cui naturale posizione difensiva ne avrebbe segnato il destino per sempre: da borgo fortificato in età comunale, Vigevano divenne infatti la sede di uno dei più significativi e importanti complessi fortificati italiani.
La storia di questa complessa struttura fortificata iniziò nel 1341, quando Vigevano entrò a far parte del vasto progetto visconteo di potenziamento e riforma delle fortificazioni della Signoria milanese. In quell’anno Luchino Visconti, che da poco era succeduto insieme al fratello, l’arcivescovo Giovanni, al nipote Azzone e già dal 1319 era stato eletto podestà del borgo, fece erigere a cavallo delle antiche mura di età comunale e al posto del preesistente castello una prima struttura fortificata.
Questo edificio, a pianta quadrata e detto “Rocca Vecchia”, fu il primo di una serie di costruzioni che, scandendo le successioni dei Visconti prima e degli Sforza poi, vennero a giustapporsi nel tempo, fino a trasformare il primo nucleo del castello in un gigantesco complesso monumentale che permea e domina tuttora l’intero centro storico di Vigevano.
Poiché la Rocca Vecchia aveva funzioni prettamente difensive, nel 1345 Luchino decise di far costruire sulla collinetta dove sorgeva il primo nucleo abitato del paese, dunque nel luogo più sicuro della città, un nuovo castello: una vera e propria residenza principesca dove vi potesse alloggiare con la famiglia e il suo seguito.
Questo secondo edificio, conosciuto con il nome di Maschio, si presentava come una struttura a pianta quadrata e torri quadrate agli angoli, così come voleva la tradizione architettonica dei castelli viscontei di pianura.
Per collegare le due strutture, sempre Luchino fece costruire una maestosa strada coperta sopraelevata, che con i suoi 163 metri di lunghezza e sette di larghezza attraversava una parte intera della città.
L’avvento al potere degli Sforza impresse nuovo impulso alla città di Vigevano, ed anche il castello conobbe una nuova fase di sviluppo (che va dal 1473 al 1494 circa): per volontà prima di Galeazzo Maria Sforza e poi di Ludovico Maria Sforza, detto il Moro, attorno al Maschio vennero costruiti nuovi edifici adibiti a scuderie capaci di contenere fino a quasi mille cavalli, mentre nella parte posteriore del maschio fu costruita una nuova ed elegante ala residenziale – detta “Loggia delle dame” – riservata alla sposa di Ludovico, Beatrice d’Este. Fu inoltre edificata la Torre a volume sovrapposti (detta impropriamente “bramantesca”), ma soprattutto, concepita come atrio nobile del castello, fu realizzata la piazza porticata, detta Ducale, un gioiello di rara bellezza rinascimentale, ancora oggi cuore pulsante della città.
A questi lavori collaborarono architetti di fama internazionale, in particolare Donato Bramante, del quale, grazie ai recenti lavori di restauro, è stata portata alla luce una splendida decorazione che abbelliva le facciate delle scuderie verso il cortile interno e che erano state scialbate.
Con la caduta di Ludovico il Moro (1499) e la successiva dominazione spagnola prima e austriaca poi, il castello conobbe un lungo periodo di declino e abbandono, durante il quale venne impropriamente adibito a caserma.
Tale abbandono si protrasse fino al 1967, anno in cui i militari si trasferirono definitivamente presso altre sedi. Dal 1978 sono iniziati i lavori di restauro che hanno parzialmente riportato il complesso al suo splendore.
Il castello di Drena sorge su un’altura che domina e sovrasta con la sua mole imponente il piccolo abitato di Drena nella Valle di Cavedine. Ai piedi del castello si stende il suggestivo deserto delle Marocche, esito di un particolare fenomeno glaciale che ha portato alla formazione di una distesa di macigni di 187 milioni di metri cubi. La sua particolare posizione strategica, che lo rese un importante mezzo di controllo della via di collegamento fra Trento e il lago di Garda, lo fece oggetto di contese nel corso di tutto il periodo Medievale.
Le prime tracce di insediamento sul territorio risalgono all’età preistorica, tanto che si è ipotizzato che alle origini del castello vi fosse un castelliere preistorico che evolvette in fortezza medievale. A conferma di queste ipotesi, nel 1984, in occasione dei lavori di ampliamento della Provinciale, sono state rinvenute tracce di un abitato che risalirebbe all’età del Bronzo.
Fra i primi proprietari di cui la storia è a conoscenza, va ricordata la famiglia dei Sejano, il cui nome compare in un atto del 1175 che documenta il passaggio di proprietà del castello alla famiglia degli Arco, principale responsabile dello sviluppo della fortezza. Agli inizi del XVIII secolo, durante la guerra di successione spagnola, fu preso e incendiato dalle truppe franco-ispaniche al comando del generale Vendome. Da quel momento il castello conobbe un lungo periodo di decadenza, fino ai giorni nostri, quando il castello è stato oggetto di una grandiosa opera di restauro curata dalla Provincia Autonoma di Trento.
Le sezioni regionali dell’Istituto
L’Istituto si articola in Sezioni. Esse, autonome nelle attività nel loro ambito, promuovono conferenze, seminari, visite di studio, attività di ricerca ed altre iniziative di promozione culturale del patrimonio castellano delle rispettive regioni di appartenenza
Nomenclatura Castellana
Un viaggio attraverso le parole che raccontano le parti di un castello,
dall’avamposto sino alle vedette
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E’ stato presentato a Pescara, presso la Facoltà di Architettura, il nuovo bando del concorso Nazionale XXIX PREMIO TESI DI LAUREA SULL’ARCHITETTURA FORTIFICATA
XXIX_2026_modulo di partecipazione
L’evento è stato moderato dalla Prof.ssa Clara Verazzo Dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti e Pescara che ha portato i saluti del Direttore del Dipartimento di Architettura, Paolo Fusero.
La Presidente nazionale dell’I.I.C. Michaela Stagno d’Alcontres è intervenuta per ricordare come è nato l’Istituto, la sua missione, i valori .
Sono poi intervenuti la professoressa Lucia Serafini, il Presidente della Sezione Abruzzo I.I.C. Maurizio D’Antonio e da remoto il Presidente del Consiglio Scientifico Enrico Lusso e il presidente della commissione ” Premio tesi di Laurea” prof. Vittorio Foramitti. E’ intervenuta inoltre il Segretario nazionale dell’Istituto , professoressa Marina Fumo che ha ricordato l’appuntamento per la Giornata Nazionale dei Castelli 2026 per sabato 16 e domenica 17 maggio.
Sono state presentate le ricerche premiate, edizione 2025, realizzate dagli studenti dell’area compresa tra Abruzzo, Molise e Lazio; in particolare “Muri parlanti, Dall’analisi al progetto di restauro del castello di Ocre AQ” di Alessandra Controguerra (secondo premio ex aequo) e quello di Francesca Romana Martucci dell’Università degli Studi dell’Aquila che ha parlato del suo lavoro dedicato ad un’ipotesi di riuso del Castello Vecchio di Colleferro che ha ottenuto una segnalazione. Interessantissimo l’ intervento della prof.ssa Alessandra Tosone e del prof. Renato Teofilo Giuseppe Morgante.
Un sentito ringraziamento all’Università “G. D’Annunzio” di Chieti e Pescara che ci ha ospitato, a tutti gli intervenuti e agli organizzatori, in particolare alla prof.ssa Clara Verazzo, al prof. Federico Bulfone Gransinigh e al vicepresidente Lucio Giorgione.
L’Istituto Italiano dei Castelli onlus (IIC), nell’ambito delle iniziative promosse per incoraggiare le nuove generazioni allo studio del patrimonio fortificato italiano nonché alla sua valorizzazione, presenta il
XXIX PREMIO TESI DI LAUREA SULL’ARCHITETTURA FORTIFICATA
Il Concorso Nazionale è realizzato dal Consiglio Scientifico e dal Consiglio Direttivo dell’IIC, con il sostegno delle riviste «Castellum» e «Cronache Castellane».
Il bando si rivolge a coloro che abbiano concluso i propri studi discutendo una tesi di laurea magistrale (o quinquennale) su temi castellani riferiti al territorio italiano, nell’ambito di programmi di ricerca nelle discipline architettoniche, archeologiche, storiche, artistiche, filologiche, giuridiche ed economiche, comunque orientati allo studio, alla conoscenza e alla valorizzazione di un complesso fortificato (torre, castello, forte o borgo murato).
MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE
La Commissione, il cui giudizio è inappellabile, sarà composta da 7 membri e cioè: dal consigliere referente per il Premio, da tre consiglieri scientifici dell’Istituto, da due studiosi di chiara fama e da un docente universitario indicato, per competenza e in forza dell’accordo siglato tra l’Istituto e la CRUI, dall’Ateneo della città in cui si svolgerà la manifestazione di premiazione.
La Commissione dovrà espletare i propri lavori entro il 30 settembre 2026 e assegnerà il premio alle prime tre tesi di laurea ritenute meritevoli.
A titolo di riconoscimento premiale, gli autori delle tesi classificatesi ai primi tre posti avranno diritto alla pubblicazione di un saggio relativo alla ricerca svolta nell’ambito della tesi nel primo numero disponibile di una delle pubblicazioni scientifiche periodiche dell’Istituto riconosciute dall’ANVUR. Inoltre, il primo o la prima classificata verranno ospitati per un fine settimana dal comune di Monteverde (AV), incluso nel circuito dei borghi più belli d’Italia, dove si trova il castello Grimaldi, recentemente restaurato.
Altre forme di riconoscimento e/o segnalazione potranno essere eventualmente assegnate ad altre tesi rispondenti agli scopi e alle finalità dell’IIC.
Le vincitrici e i vincitori del concorso saranno premiati in una manifestazione pubblica entro l’anno 2026, nel corso della quale presenteranno le proprie tesi.
Tutte le tesi presentate e ammesse alla valutazione saranno citate nel sito dell’IIC.
MODARTECIPAZIONE
MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE
Sono ammessi al concorso le laureate e i laureati che abbiano discusso la tesi negli anni 2024-2026 (entro il 30 aprile). Le interessate e gli interessati a partecipare devono far pervenire alla Segreteria dell’IIC, esclusivamente per via postale e su supporto digitale, entro e non oltre il 30 giugno 2026 (data del timbro postale di partenza):
- book in pdf formato A3 contenente le tavole della tesi con risoluzione massima 200 dpi
- copia della tesi in formato pdf con risoluzione massima 200 dpi
- domanda di partecipazione in originale redatta e sottoscritta secondo lo schema allegato al bando di concorso disponibile sul sito internet istitutoitalianocastelli.it
Gli elaborati presentati non verranno restituiti ed entreranno a far parte del patrimonio scientifico dell’IIC, salvaguardando il Diritto d’Autore ai sensi delle normative vigenti inserite nel Codice Civile.
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ELENCO ATTIVITA DELLE SEZIONI MARZO 2026
Sezione Sicilia Domenica 1 Marzo Visita studio a Mazzarino –Caltanissetta
Sabato 28 MarzoVisita studio ad Acireale
Sezione Molise
Domenica8Marzo Assemblea Soci e Inaugurazione Anno Sociale (vedilocandina)Auditorium Comune di Gambatesa Via Nazionale Sannitica, 49/A –Gambatesa (CB)
Sezione Campania Sabato 14 marzo –ore 11
Visita guidata al Conservatorio di San Pietro a Majella –
Napoli Lunedì 23 marzo –ore 18
Videoconferenza Dall’invasione al dominio. Strategie di potere di Giovanni Antonio Orsini del Balzo nella Terra d’Otranto (1434-1460) Dott. Luciano Candita –Università del Salento .
Sezione Lazio
Martedì 17 Marzo ore 18,30
Conferenza dal titolo “FANTASMI E CASTELLI”.
Relatrice: dott.ssa Manuela Maddamma.
Sezione Umbria
Giovedì 19 Marzo, Gita di studio a Firenze
Sezione Sardegna
Sabato 21 Marzo
Costell-Azione Tirso -Il paesaggio Idroelettrico di S. Chiara. Visite Guidate FAI e IIC
Sezione Marche
Sabato 28 marzo 2026
Viaggio di studio ad Arcevia
Sezione Liguria Marzo 2026 Visite Guidate a Ottocento Svelato
PREMIO DI LAUREA PESCARA 2026 comunicato stampa
Nell’ambito delle iniziative promosse per incoraggiare le nuove generazioni allo studio del patrimonio fortificato italiano nonché alla sua valorizzazione, l’Istituto ha presentato un Concorso Nazionale, il “PREMIO TESI DI LAUREA SULL’ARCHITETTURA FORTIFICATA”, giunto lo scorso anno alla XXVIII edizione. Il Concorso Nazionale è stato realizzato dal Consiglio Scientifico e dal Consiglio Direttivo dell’I.I.C., con il sostegno delle riviste «Castellum» e «Cronache Castellane».
La premiazione ha avuto luogo a Udine sabato 18 ottobre 2025.
Al fine di divulgare le ricerche condotte nell’area compresa tra Abruzzo, Molise e Lazio si è ritenuto opportuno creare un nuovo evento. Nel quale, i neolaureati premiati avranno la possibilità di presentare i loro lavori, non avendo avuto modo di presenziare alla cerimonia di Udine. Nell’occasione verrà presentato il nuovo bando di concorso 2026.
La consegna delle pergamene e la presentazione dei lavori si terrà il 20 febbraio 2026 alle ore 10:15 presso l’Università degli Studi “G. d’Annunzio” Chieti-Pescara, aula M2, Polo Pindaro, Viale Pindaro 42, 65127 PESCARA.
Premio di Laurea
sull’Architettura Fortificata
Istituito dall’Istituto Italiano Castelli negli anni ’90, il Premio di Laurea sull’Architettura Fortificata giunge nell’anno 2026 alla XXIX edizione
A BREVE LA MODULISTICA PER L’EDIZIONE 2026
Rassegna Stampa